Il Talento Impossibile di Harry Potter per il Quidditch

Harry sale su una scopa per la prima volta a 11 anni, gioca 9 partite in tutta la carriera, e potrebbe diventare professionista. Ma come è possibile?

Il Talento Impossibile di Harry Potter per il Quidditch

Il Talento Impossibile di Harry Potter per il Quidditch

Ok, parliamone. Harry Potter sale su una scopa per la prima volta nella vita a 11 anni, gioca tipo 9 partite in tutta la sua carriera scolastica, e tutti dicono che potrebbe diventare professionista. Ma come è possibile?

Il Miracolo Genetico

La spiegazione ufficiale è: “Eh, ma suo padre era bravissimo”. Benissimo. Ottima spiegazione. Quindi ora il talento sportivo si eredita così, come il colore degli occhi?

Cioè, sì, esistono predisposizioni genetiche. Puoi nascere con una struttura muscolare migliore, riflessi più veloci, coordinazione naturale. Ma Harry non è stato cresciuto da James Potter. Non ha mai visto suo padre giocare. Non è cresciuto con una scopa in mano. Viveva in un maledetto sgabuzzino sotto le scale.

Non c’è stata nessuna “nurture” in questa equazione. Solo “nature”. E la natura da sola non ti porta a quel livello.

La Scena della Remembrall

McGonagall vede Harry fare un tuffo di 15 metri per prendere la Remembrall di Neville. Prima volta su una scopa. Mai volato prima. E la professoressa dice - letteralmente dice - che neanche Charlie Weasley avrebbe potuto farlo. Charlie Weasley che avrebbe potuto giocare per la nazionale.

Quindi ci stanno dicendo che Harry, al suo primo volo, è già più bravo di qualcuno che avrebbe potuto rappresentare l’Inghilterra a livello internazionale.

Ma dai, non è possibile.

Il Cercatore È Diverso

L’unica argomentazione che regge un minimo è che il ruolo di Cercatore richiede qualcosa di speciale. Non è solo questione di tecnica. Serve istinto. Serve quella capacità innata di seguire qualcosa di piccolo e velocissimo, non perderlo mai di vista, prenderlo prima dell’avversario.

Ok, questo lo accetto. Tipo alcune persone hanno l’orecchio assoluto per la musica. Harry ha l’occhio assoluto per il Boccino.

Ma comunque. Gli altri Cercatori si allenano da anni. Hanno esperienza. Sanno come funziona il gioco, le strategie, le finte. Harry entra in campo e vince. Così. La prima volta.

Il Golden Boy

Ed è qui che si capisce il vero motivo di tutto questo: Harry deve essere speciale. Il prescelto. Quello che tutti ammirano. Il ragazzo d’oro.

È costruzione narrativa, ovvio. Ma narrativamente parlando, è un po’ troppo. È quella cosa del “protagonista che è bravo in tutto senza sforzo” che rende i personaggi meno interessanti.

Harry non deve lottare per il Quidditch. Non deve migliorare gradualmente. Non deve superare difficoltà tecniche. È semplicemente un prodigio naturale, e fine.

La Pratica? Quale Pratica?

Pensateci: Harry non si allena mai d’estate. Non può. I Dursley gli confiscano la scopa. Quando torna a Hogwarts è passato tipo un terzo dell’anno scolastico. Eppure è sempre al top.

In che sport del mondo puoi fare così? In quale sport puoi non toccare l’attrezzatura per mesi e tornare comunque a livello professionale?

Provate a dire a un tennista professionista di non toccare una racchetta per tre mesi e vediamo come va.

L’Assurdità Della Cosa

Il punto è che il talento di Harry per il Quidditch è narrativamente necessario ma logicamente assurdo. Serve per dargli qualcosa in cui eccelle, per farlo sentire parte di Hogwarts, per dargli fiducia in se stesso dopo anni terribili coi Dursley.

Ma se ti fermi un secondo a pensarci, è ridicolo. Nessuno può essere così bravo così in fretta in nessuna disciplina, magica o meno.

E poi c’è questa contraddizione assurda: Harry è il prescelto, quello destinato a sconfiggere Voldemort, il più grande mago oscuro di tutti i tempi. Ma la sua vera abilità? Lo sport. Il ragazzo che deve salvare il mondo magico è principalmente… un atleta.

Non fraintendetemi, è figo vederlo giocare. Le scene di Quidditch sono fighe. Ma se ci pensi troppo, inizia a scricchiolare un po’ tutto il castello di carte.

Tipo quando McGonagall gli regala il Nimbus 2000 - che costa un botto, tra l’altro. Immaginate gli altri genitori: “Scusa, quindi tu regali scope da mille Galeoni ai primi anni ma mio figlio deve comprarsela da solo?”

Ma vabbè. Harry è speciale. Harry vince. Harry è il migliore.

Anche se non ha mai toccato una scopa fino a due settimane fa.

Oleander Vale

Oleander Vale

Esperto di teorie oscure e narrativa complessa. Serpeverde con un interesse particolare per l'ambiguità morale.