Perché Tutti Odiano il Primo Capitolo di Harry Potter (E Perché Si Sbagliano)
Confessione: un sacco di gente ha mollato Harry Potter al primo capitolo.
Tipo, prima ancora di arrivare a Hogwarts. Prima ancora che Hagrid sfondasse quella porta. Prima ancora di sapere cosa diavolo fosse un Dissennatore o perché tutti hanno paura di un tizio senza naso.
E il motivo? Vernon Dursley e le sue maledette punte per trapani.
Il Problema Vernon
Iniziamo con i fatti: il primo capitolo de La Pietra Filosofale non parla di Harry Potter. Parla di Vernon Dursley, direttore della Grunnings, che produce punte per trapani. Un martedì grigio. Niente di magico, niente di entusiasmante. Solo un tizio antipatico che va al lavoro, mangia una ciambella, e si lamenta di gente vestita in modo strano.
Molta gente, specialmente bambini, legge questa roba e pensa: “Ma che palle. Mi avevano detto che c’era la magia”.
E lo capisco, dai. Soprattutto se hai otto o nove anni e hai appena fatto il salto dai libri illustrati ai romanzi veri. Un intero capitolo dal punto di vista di un adulto noioso che fa cose noiose? Non è esattamente adrenalina pura.
Il problema è che stanno mollando proprio quando la storia sta per decollare. Letteralmente - Hagrid arriva volando su una moto gigante tipo venti pagine dopo.
Ma È Fatto Apposta
Ecco il punto che sfugge a molti: Vernon Dursley deve essere noioso. Deve essere insopportabile. Deve essere tutto quello che di più ordinario, grigio e frustrante esista al mondo.
Perché quando poi arrivano i maghi - McGonagall che si trasforma da gatto, Dumbledore che spegne i lampioni con un aggeggio d’argento, Hagrid su quella moto assurda - il contrasto è pazzesco.
Non sarebbe la stessa cosa se il libro iniziasse direttamente con Harry a Hogwarts. Tipo, “Ciao, sono Harry, sono un mago, ecco la mia scuola magica”. Ok, figo. E quindi?
Ma se prima ti fai un giro nella testa di Vernon - questo tizio che odia qualsiasi cosa anche solo leggermente fuori dall’ordinario, che si vanta di essere “perfettamente normale, grazie tante” - allora quando la magia irrompe nella storia, la senti veramente. È una botta in faccia. È liberazione.
Il Genio Nascosto
E c’è un altro motivo per cui questo capitolo è brillante: ci fa capire esattamente da che tipo di famiglia viene Harry.
Se J.K. Rowling avesse iniziato con Harry già a Hogwarts, avremmo perso tutto il contesto. Non capiremmo davvero quanto fosse stata dura la sua vita. Non sentiremmo quella tensione costante, quella paura di essere “strano” che lo perseguita nei primi libri.
Invece, passiamo tempo con Vernon e Petunia. Vediamo quanto sono spaventati dalla magia, quanto la odiano, quanto faranno di tutto per sembrare “normali”. E così, quando scopriamo che hanno cresciuto Harry in un ripostiglio sotto le scale e gli hanno fatto credere che i suoi genitori sono morti in un incidente d’auto, capiamo perfettamente perché.
Non sono solo cattivi. Sono terrificati. E questo li rende molto più interessanti come personaggi.
Vernon È Divertente (Sì, Lo È)
Un’altra cosa che molti non colgono da bambini: Vernon è oggettivamente comico.
Il modo in cui si agita per i piccioni. Il fatto che ordina ciambelle per calmarsi. Il panico totale quando vede un gatto che legge una mappa (spoiler: è McGonagall). La sua paranoia crescente durante tutto il giorno mentre cerca disperatamente di convincersi che no, non può essere magia, deve esserci una spiegazione razionale.
È scritto benissimo. È sottile, è sarcastico, ed è pieno di quella ironia britannica che fa ridere gli adulti ma che i bambini di otto anni non sempre colgono al volo.
Il Martedì Che Non Era Martedì
Piccola curiosità: il capitolo inizia dicendo che era “un martedì grigio e noioso”. Peccato che, secondo la cronologia che J.K. Rowling ha stabilito nei libri successivi, fosse in realtà una domenica.
Ma sai cosa? Martedì ci sta perfetto. Perché il martedì è proprio il giorno più normale, più dimenticabile della settimana. Non è il lunedì che tutti odiano. Non è il mercoledì che è a metà. Non è neanche il giovedì che è quasi venerdì. È solo… martedì. Esiste e basta.
Ed è esattamente questo il punto. Un giorno normalissimo, in cui dovrebbero succedere cose normalissime. Tranne che oggi, in questo martedì che in realtà è domenica, qualcosa di straordinario sta per cambiare il mondo magico per sempre.
Vernon Dursley non lo sa ancora, ma la sua vita perfettamente ordinata sta per essere completamente sconvolta da un bambino con una cicatrice a forma di saetta.