Il Genio Nascosto nei Finali di Capitolo di Rowling

C'è un momento alla fine del capitolo Aragog in Harry Potter e la Camera dei Segreti che è pura magia narrativa. Tutti i pezzi del puzzle sono lì, nascosti in piena vista.

Il Genio Nascosto nei Finali di Capitolo di Rowling

Il Genio Nascosto nei Finali di Capitolo di Rowling

C’è un momento alla fine del capitolo “Aragog” in Harry Potter e la Camera dei Segreti che è pura magia narrativa. Harry sta riflettendo su tutto quello che ha scoperto, e Rowling ci piazza davanti agli occhi tutti i pezzi del puzzle - ma in un modo così elegante che è impossibile metterli insieme fino a quando lei non lo vuole.

Tutti gli Indizi, Nascosti in Piena Vista

Ecco cosa dice Harry, riflettendo sulla situazione:

“La creatura che si nascondeva da qualche parte nel castello sembrava una specie di mostro-Voldemort. Persino gli altri mostri non volevano nominarlo.”

Mostro-Voldemort. MOSTRO. VOLDEMORT. È letteralmente lì, in quelle due parole. Il Basilisco è il mostro, e Voldemort è… beh, Voldemort è Voldemort.

E poi continua:

“Riddle aveva catturato la persona sbagliata. L’erede di Serpeverde l’aveva fatta franca, e nessuno poteva dire se fosse la stessa persona o una diversa quella che aveva aperto la Camera stavolta.”

Aspetta. “Riddle aveva catturato la persona sbagliata.” “L’erede di Serpeverde.” “La stessa persona.”

Riddle. Erede. Stessa persona.

Il Maestro del Long Game

Quello che mi fa impazzire è quanto sia brillante questa costruzione. Rowling sta letteralmente dicendo “è Tom Riddle, ragazzi” ma lo sta dicendo in un modo che il nostro cervello legge come speculazione di Harry. Stiamo guardando le stesse parole che lui sta pensando, quindi le elaboriamo come domande, non come risposte.

E la cosa più incredibile? Questo non è un piano dell’ultimo minuto. Questo è un piano che Tom Riddle adolescente ha messo in atto quando aveva sedici anni, pensando cinquant’anni nel futuro. A sedici anni stava già creando Horcrux e pianificando backup plans che avrebbero funzionato mezzo secolo dopo.

Pensa a quanto deve essere stato sicuro di sé. Quanto deve aver creduto nella propria immortalità, nella propria capacità di tornare. Non è solo malvagio - è visionario in un modo terrificante.

L’Arte del Cliffhanger

E poi, giusto per chiudere in bellezza, Ron dice:

“Non starai pensando… non Myrtle la Lamentosa?”

Non “il fantasma del bagno”. Non “quella ragazza”. No, deve dire il nome completo, il soprannome leggermente offensivo. E in quel momento capisci che Ron è esausto, che ha appena affrontato un trauma con i ragni, e che Harry sta già correndo avanti con la trama mentre lui ha ancora bisogno di elaborare.

Ma soprattutto, in quelle parole c’è l’ultimo pezzo. La ragazza morta nel bagno. Myrtle. Il collegamento finale.

È impossibile finire quel capitolo senza andare avanti. Impossibile. Rowling ti ha agganciato, ti ha dato tutti i pezzi senza che tu te ne accorgessi, e ora devi assolutamente sapere cosa succede dopo.

Questa è arte narrativa pura. Non trucchi, non espedienti - solo una comprensione perfetta di come costruire tensione, come piantare semi, e come far sì che il lettore si senta intelligente quando finalmente collega i punti che erano lì tutto il tempo.

Ivy Penfield

Ivy Penfield

Reporter delle ultime news dal mondo magico. Corvonera DOC con la mania di analizzare ogni dettaglio.