I Fantasmi di Hogwarts: Quando la Morte Non È Abbastanza
Hogwarts è pieno di fantasmi. Ci sono così abituati - Nick-Quasi-Senza-Testa, il Frate Grasso, la Dama Grigia, il Barone Sanguinario - che quasi dimentichiamo quanto sia straordinaria (e tragica) la loro esistenza.
Mirtilla Malcontenta e il Momento della Verità
Mirtilla Malcontenta ha provato a suicidarsi. Lascia che questa frase ti colpisca per un momento. In un libro per ragazzi, abbiamo un personaggio che, sopraffatto dalla tristezza, ha tentato di togliersi la vita.
Quando Ron le fa notare “Beh, sei morta”, lei risponde semplicemente “Sì. E me ne sono resa conto”. C’è un umorismo nero incredibile in questo scambio, ma anche qualcosa di profondamente triste.
Mirtilla è stata vittima di bullismo per tutta la vita (Olive Hornby la tormentava costantemente), e anche da morta continua a essere tormentata - ora da Mose, il poltergeist. È intrappolata eternamente nel bagno dove è morta, condannata a rivivere la sua miseria per sempre.
La Natura dei Fantasmi
Quello che è affascinante dei fantasmi nel mondo di Harry Potter è che non cambiano. Proprio come dice la trascrizione: “i fantasmi non cambiano da quando erano vivi”. La loro anima rimane esattamente com’era nel momento della morte.
Nick-Quasi-Senza-Testa rimane eternamente vanitoso, ancora risentito per la sua esecuzione mal riuscita. Mirtilla rimane eternamente adolescente, eternamente vittima di bullismo, eternamente infelice.
Questo solleva una domanda terribile: perché qualcuno sceglierebbe di diventare un fantasma?
Una Prigione Auto-Imposta
I fantasmi nel mondo magico sembrano essere quelli che hanno scelto di non “andare avanti”. Hanno paura della morte, o forse sono troppo attaccati al mondo dei vivi. Ma il risultato è una forma di esistenza incredibilmente limitata.
Possono imparare cose nuove, possono pensare, possono interagire con il mondo - ma non possono assaggiare il cibo, non possono sentire il calore, non possono toccare veramente niente. Alla festa per il cinquecentesimo anniversario della morte di Nick, i fantasmi tentano di “assaporare” il cibo lasciandolo marcire, sperando di percepire almeno un accenno di sapore attraverso la decomposizione.
È straziante.
Il Professor Vitious: Morto e Non Se N’è Accorto
E poi c’è il Professor Vitious, il professore di Storia della Magia. La sua storia è quasi comica nella sua assurdità: un giorno si è semplicemente alzato dalla poltrona dove è morto e ha continuato a insegnare come se niente fosse.
Questo dettaglio ci dice che Vitious era esattamente lo stesso da vivo - noioso, monotono, completamente immerso nei suoi libri e nelle sue lezioni. È morto così gradualmente, così silenziosamente, che non c’è stata nemmeno una transizione percepibile.
Domande Senza Risposta
Quanti anni aveva Vitious quando è morto? Da quanto tempo insegna a Hogwarts? Doveva essere lì quando la Camera dei Segreti fu aperta la prima volta 50 anni prima, eppure sembra non ricordare o non voler discutere questi eventi.
Forse è proprio questo il punto. I fantasmi sono bloccati non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Vivono negli stessi schemi, negli stessi pensieri, nelle stesse preoccupazioni di quando erano vivi.
Vitious continua a insegnare Storia della Magia con la stessa voce monotona. Nick continua a lamentarsi della sua testa quasi mozzata. Mirtilla continua a piangere nel suo bagno.
La Scelta Più Triste
Nel contesto più ampio della serie, i fantasmi rappresentano la scelta peggiore che si possa fare di fronte alla morte. Quando Silente parla della morte come della “prossima grande avventura”, sta descrivendo esattamente l’opposto di ciò che i fantasmi hanno scelto.
Loro hanno scelto la stagnazione. La ripetizione eterna. Un’esistenza senza crescita, senza cambiamento, senza la possibilità di guarire dalle ferite che li hanno spinti a rimanere.
Mirtilla non supererà mai il trauma del bullismo. Nick non accetterà mai la sua esecuzione imperfetta. Sono congelati per sempre nei loro momenti peggiori.
Eppure fanno parte del tessuto di Hogwarts, questi spiriti intrappolati che vagano per i corridoi, ricordandoci che anche nella morte, le scelte hanno conseguenze.