Perché Tre Undicenni Decidono di Fare gli Eroi? La Sindrome Scooby-Doo del Trio d’Oro
Pensaci un attimo. Hai undici anni. Sei appena arrivato in una scuola di magia. E invece di goderti le lezioni e imparare a far levitare le piume, decidi di investigare su un mistero potenzialmente mortale che coinvolge un mago oscuro che ha terrorizzato il mondo magico per anni.
Ma perché diavolo lo fanno?
Tipo, ok, succedono cose strane. La scopa di Harry impazzisce. C’è un cane a tre teste nascosto in una stanza. Piton sembra essere un bastardo. Ma da qui a dire “sai che c’è, risolviamo noi questo casino” ce ne passa.
Eppure Harry, Ron e Hermione decidono esattamente questo. E la cosa bella è che ognuno di loro ha una ragione diversa, e tutte quante sono perfettamente in carattere.
Harry: Not Throwing Away His Shot
Harry ha passato DIECI ANNI a farsi bullizzare dai Dursley senza poter fare niente. È stato il punchingball di Dudley, il bersaglio delle cattiverie di zia Petunia, il disappunto vivente di zio Vernon.
E poi arriva a Hogwarts e scopre di essere importante. Scopre di essere IL Harry Potter. Il ragazzo che è sopravvissuto. Quello che ha sconfitto Voldemort da bambino.
Ora c’è la possibilità che Voldemort torni. Che qualcuno (che lui pensa sia Piton) stia tramando per far tornare il tizio che ha ucciso i suoi genitori. E lui dovrebbe stare lì a guardare?
Assolutamente no.
Per la prima volta nella sua vita, Harry ha la possibilità di FARE qualcosa. Di non essere la vittima. Di essere l’eroe. È il suo momento, la sua occasione. E lui non la butta via.
È tipo Alexander Hamilton. “I am not throwing away my shot!” Solo che invece di scrivere come se non ci fosse un domani, si lancia in un’avventura potenzialmente mortale. Stessa energia.
Ron: Finalmente Qualcosa di Mio
Ron ha cinque fratelli più grandi di lui. CINQUE. E tutti hanno fatto qualcosa di figo.
Bill lavora per Gringott ed è figo da morire. Charlie lavora coi draghi (I DRAGHI!). Percy è Caposcuola e punta a diventare Ministro della Magia. Fred e George sono… beh, Fred e George. Hanno un carisma naturale che Ron si sogna.
E poi c’è Ron. Il sesto fratello Weasley. Quello con la veste di seconda mano e il topo del fratello come animale da compagnia.
Ma adesso? Adesso è il migliore amico del Harry Potter. Il ragazzo che è sopravvissuto vuole lui come amico, non Percy il Perfettino o i gemelli fighi. Lui.
E quando si presenta l’occasione di fare qualcosa di veramente importante, di dimostrare che anche lui vale qualcosa, che anche lui può essere un eroe? Ron si butta a capofitto.
Vuole quel momento di gloria. Vuole poter dire “c’ero anch’io”. Vuole che quando si parlerà di questa storia, il suo nome venga fatto.
E chi può biasimarlo?
Hermione: Il Puzzle Che Non Si Risolve
Hermione è quella che mi fa ridere di più, perché la sua motivazione è così… Hermione.
Non è che voglia salvare il mondo. Non è che voglia diventare un’eroina. Non è neanche una questione personale.
Lei semplicemente NON SOPPORTA quando c’è un mistero davanti a lei e non riesce a risolverlo.
È tipo quando hai un prurito che non riesci a grattare. O quando ti viene in mente una parola ma non riesci a ricordarla e ti rimane lì in testa tutto il giorno. Quella roba ti fa impazzire.
Per Hermione è così. C’è qualcosa di strano che sta succedendo a Hogwarts. Ci sono pezzi che non tornano. Ci sono domande senza risposta.
E lei DEVE capire. DEVE risolvere il puzzle. Perché altrimenti impazzisce.
È la classica nerd che vede un problema e non riesce a concentrarsi su altro finché non l’ha risolto. Solo che invece di un problema di matematica, è un mistero che coinvolge possibile magia oscura e il ritorno di un mago malvagio.
Dettagli.
La Ricetta del Disastro
E quindi eccoli lì. Il ragazzo traumatizzato che vuole finalmente avere controllo sulla sua vita. Il fratello minore che vuole dimostrare il suo valore. La nerd che non riesce a stare zitta finché non ha risolto il mistero.
Li metti insieme e cosa ottieni?
“Perché quando succede qualcosa è sempre voi tre?”
Ecco cosa ottieni.
Il Bello dell’Ingenuità
La cosa che rende tutto questo ancora meglio è che in questo momento della storia, loro non hanno IDEA di quanto sia grave la situazione.
Tipo, Voldemort per loro è più un’idea che una minaccia reale. È il fantasma che spaventa il mondo magico, ma non è… vero, sai? Non ancora. È come quando hai paura del buio ma non hai mai visto nessun mostro davvero.
Per loro, la vera minaccia è Piton. Il professore odioso che ce l’ha con Harry e che sta tramando qualcosa.
È tutto molto più leggero. Più avventuroso. Più “risolviamo il mistero della scuola” che “salviamo il mondo da un mago genocida”.
È Scooby-Doo, non Il Signore degli Anelli. È il cattivo con la maschera che vuole rubare qualcosa, non il male incarnato che vuole distruggere il mondo.
C’è una specie di… innocenza, in tutto questo. Un’ingenuità quasi dolce. Loro pensano di sapere in cosa si stanno cacciando, ma non ne hanno la minima idea.
E forse è meglio così. Perché se avessero davvero capito che dall’altra parte c’era Voldemort, forse non ci si sarebbero mai lanciati.
O forse sì. Perché sono Harry, Ron e Hermione. E questo è quello che fanno.