Quando Ron Prende Harry Per Il Braccio
Non sono i grandi gesti eroici che definiscono l’amicizia. Sono i piccoli momenti. Quelli che quasi ti perdi se non stai attento.
Come quando Ron, in mezzo al caos e all’orrore del Club dei Duelli, prende Harry per il braccio e lo guida via.
Il Momento Che Cambia Tutto
Harry ha appena parlato Serpentese davanti a tutta la scuola. Il serpente è svanito in una nuvola di fumo. Tutti lo guardano. C’è paura nei loro occhi. Shock. Sospetto.
E Ron - Ron che deve essere confuso, forse anche un po’ spaventato - Ron che ha appena sentito il suo migliore amico parlare la lingua di Voldemort…
Ron lo porta via.
Non fa domande. Non esita. Semplicemente prende Harry e lo guida fuori dalla sala, lontano dagli sguardi, lontano dai sussurri.
L’Amico Che Spiega
Più tardi, nella sala comune, Ron fa qualcosa di ancora più importante: spiega.
Non con rabbia. Non con accuse. Con pazienza.
“Sembrava che lo stessi incitando,” dice. E continua a spiegare esattamente cosa sembrava dall’esterno, in un modo che Harry possa capire. Perché sa che Harry non aveva idea. Sa che il suo amico è confuso e spaventato quanto tutti gli altri.
Ma Harry è suo amico. E gli amici si aiutano a capire, anche quando la situazione è terrificante.
Il Libro Di Ron
La Camera dei Segreti è, in molti modi, il libro di Ron.
È Ron che salva Harry dai Dursley con la macchina volante. È Ron che lo difende quando Draco insulta i nati babbani. È Ron che lo accompagna nella Foresta Proibita per parlare con Aragog (e chi lo farebbe volontariamente?). È Ron che scende nella Camera dei Segreti, nonostante la bacchetta rotta, nonostante la paura dei ragni, nonostante tutto.
E alla fine, è Harry che salva Ginny - la sorella di Ron, il membro della sua famiglia.
C’è una bellissima simmetria in questo. Ron passa l’anno a proteggere Harry. Harry chiude l’anno proteggendo la famiglia di Ron.
Questo è quello che fa l’amicizia. Va e viene, si bilancia, si sostiene.
I Momenti Che Contano
Hermione viene pietrificata. È devastante, ovviamente. Ma prima di quel momento, c’è Hermione che ricerca per Harry, che spiega chi era Salazar Serpeverde, che cerca di aiutare anche quando ha paura anche lei.
Ron e Hermione, in modi diversi, scelgono Harry. Scelgono di stargli vicino anche quando il resto della scuola lo evita. Anche quando è sospettato di essere l’erede di Serpeverde. Anche quando parlare con lui potrebbe significare diventare il prossimo obiettivo.
Ma il gesto di Ron in quel momento nel Club dei Duelli… c’è qualcosa di particolarmente potente in quello.
La Lealtà Senza Domande
Ron non capisce cosa sia successo. Non sa perché Harry parli Serpentese. Non ha risposte.
Ma sa che Harry ha bisogno di uscire da quella sala. E questo basta.
Non è il tipo di lealtà che viene ricompensata con medaglie o trofei. È il tipo di lealtà che si vede nelle piccole azioni quotidiane. Nel prendere qualcuno per il braccio quando sta per crollare. Nel spiegare con gentilezza qualcosa di difficile. Nel rimanere, semplicemente rimanere, quando sarebbe più facile andarsene.
Le Crepe Che Verranno
Naturalmente, l’amicizia tra Harry e Ron non è perfetta. Avrà le sue crepe. Il Calice di Fuoco porterà gelosia e rabbia. I Doni della Morte porteranno dubbio e disperazione.
Ma queste crepe non cancellano momenti come questo. Non cancellano il fatto che Ron, quando contava davvero, scelse Harry.
E continuerà a sceglierlo. Tornerà sempre. Perché questa è la base della loro amicizia - non la perfezione, ma la scelta di tornare, ancora e ancora.
Expelliarmus e L’Amicizia
È divertente. In questo stesso capitolo, Harry scopre Expelliarmus - l’incantesimo che diventerà la sua firma.
Guarda Piton disarmare Lockhart con un lampo di luce scarlatta, e Lockhart vola all’indietro, si schianta contro il muro, scivola giù. È spettacolare. È perfetto.
“Fai quello che ho fatto io, Harry,” dice Lockhart dopo, cercando di dare consigli.
E Harry, con perfetto tempismo: “Cosa, far cadere la bacchetta?”
È uno dei momenti più sassosi di Harry nell’intera serie. E passa quasi inosservato perché Lockhart è già troppo occupato a pensare ai suoi capelli per sentirlo.
Ma c’è qualcosa di bellissimo nel fatto che Harry impari Expelliarmus nello stesso capitolo in cui Ron dimostra vera lealtà. Perché Expelliarmus non uccide. Non ferisce. Disarma.
È l’incantesimo di qualcuno che non vuole fare del male, anche ai nemici.
E l’amicizia di Ron è quella di qualcuno che non abbandona, anche quando è difficile.
Entrambi sono atti di scelta. Entrambi definiscono chi è Harry.
Le Voci Nasoliche
Dopo l’incidente con il serpente, Harry inizia a sentire quella voce nasoliche nella sua testa. “Avresti dovuto stare a Serpeverde,” sussurra. “Forse c’è qualcosa di sbagliato in te.”
Ma c’è anche un’altra voce. Una voce che dice: “I tuoi amici credono in te. Ron ti ha guidato via. Hermione sta cercando risposte per aiutarti.”
Non sono voci magiche o parti dell’anima di Voldemort. Sono solo i modi in cui Harry compartmentalizza la sua mente, dando attributi ai suoi pensieri.
Ma quale voce ascolti dice tutto.
Millicent e I Peli Di Gatto
C’è un momento strano in questo capitolo. Millicent Bulstrode - descritta in modo così crudele come “grossa e squadrata” - finisce in una presa di testa con Hermione durante i duelli.
E quando si separano, ci sono peli di gatto sulla veste di Hermione.
Millicent viene ridicolizzata per il suo aspetto. Viene giudicata. Viene resa “l’altra”.
Ma è solo una ragazzina con un gatto affezionato. Niente di più.
Forse questo è quello che rende l’amicizia di Ron ancora più preziosa. Perché Ron vede Harry - non il Rettilofono, non l’erede sospetto di Serpeverde, non il Ragazzo Che È Sopravvissuto.
Vede solo Harry. Il suo amico.
La Macchina Volante e La Camera Dei Segreti
All’inizio dell’anno, Ron vola fino a Privet Drive in una macchina volante per salvare Harry.
Alla fine dell’anno, Harry scende nella Camera dei Segreti per salvare Ginny.
In mezzo, ci sono dozzine di piccoli momenti. Ron che spiega. Ron che rimane. Ron che scherza per alleggerire la tensione. Ron che ha paura dei ragni ma va comunque nella foresta perché Harry ha bisogno di lui.
Non sono i voli in macchina o le battaglie con i basilischi che definiscono l’amicizia. Sono i momenti intermedi. Quelli tranquilli. Quelli in cui scegli di prendere qualcuno per il braccio e guidarlo via dal caos.
Quelli in cui rimani.