La Pubertà Magica di Harry Potter: Quando l’Abuso Plasma la Magia
Avete mai pensato a quanto sia strana la magia di Harry prima di arrivare a Hogwarts? Tipo, non è normale.
Prendiamo Neville, per esempio. Quando sua nonna racconta di come hanno scoperto che aveva poteri magici, parla di un singolo episodio. Quello in cui lo hanno lasciato cadere da una finestra (sì, avete letto bene, la famiglia di Neville è leggermente disfunzionale) e lui ha rimbalzato invece di schiantarsi. Fine. Un episodio. Boom. Bambino magico confermato.
Harry invece? Harry ha un curriculum che sembra il registro incidenti di un supereroe in formazione.
Il Curriculum Magico di Harry (Pre-Hogwarts)
Facciamo un attimo l’inventario di quello che succede a questo ragazzino prima dei suoi undici anni:
- Si ritrova sul tetto della scuola cercando di sfuggire alla gang di Dudley
- I capelli gli ricrescono in una notte dopo che Petunia glieli taglia malissimo
- Un maglione orrendo (marrone con palline arancioni, vi prego) gli si restringe mentre cerca di infilarselo
- Fa sparire il vetro di un terrario allo zoo, liberando un boa constrictor
E questi sono solo quelli che vengono menzionati esplicitamente. Il libro fa capire che roba del genere continua a succedere, tipo sempre.
Perché Harry è Diverso?
La risposta fa male da dire, ma è semplice: perché Harry è abusato.
Pensateci. La magia nei bambini si manifesta tipicamente intorno ai sette anni, ed è collegata alle emozioni forti. Ma per la maggior parte dei bambini magici, queste emozioni sono cose normali da bambini. Gioia. Eccitazione. Magari un po’ di rabbia quando ti rubano il giocattolo.
Per Harry? Le sue emozioni forti sono legate alla sopravvivenza.
Quando i suoi capelli ricrescono in una notte, non è perché si sta divertendo a giocare col suo aspetto. È perché è terrorizzato di andare a scuola il giorno dopo e subire bullismo per quel taglio orribile che Petunia gli ha fatto. Il libro dice letteralmente che non riesce a dormire tutta la notte per la preoccupazione.
Quando quel maglione si restringe, non è vanità. È che si rifiuta di dover indossare l’ennesimo scarto orrendo di Dudley che probabilmente gli sta tre taglie troppo grande.
Quando finisce sul tetto della scuola? Sta letteralmente scappando da un branco di bulli che volevano picchiarlo.
La Magia Come Meccanismo di Difesa
Quello che rende il caso di Harry così straziante è che la sua magia si manifesta quasi sempre come autodifesa. È la sua unica arma in una situazione in cui è completamente impotente.
Lily Potter faceva muovere i fiori per divertimento. Harry fa sparire il vetro di un terrario.
Vedete la differenza?
Per i bambini che crescono in ambienti sani, la magia è gioco, è scoperta, è meraviglia. Per Harry è sopravvivenza. È il suo istinto di preservazione che si manifesta nell’unico modo che può: attraverso esplosioni di magia incontrollata nei momenti in cui ne ha più bisogno.
E la cosa più triste? Harry ha imparato a reprimere tutto. La curiosità, le domande, le emozioni. I Dursley gli hanno insegnato che la prima regola per una vita tranquilla è “non fare domande”. E lui ha interiorizzato questa regola così profondamente che anche quando scopre di essere un mago, non fa il tipo di domande che farebbe un bambino normale.
Non si chiede “wow, cos’altro posso fare?”
Non va a provare a parlare con altri animali dopo l’episodio con il serpente.
Non esplora. Non sperimenta. Perché dieci anni di abuso gli hanno insegnato che fare domande porta solo guai.
Il Serpente Era Diverso
C’è un momento però in cui la magia di Harry fa qualcosa di leggermente diverso dal puro istinto di sopravvivenza: quando libera il serpente allo zoo.
Sì, okay, c’è il fatto che Dudley lo ha appena preso a pugni nelle costole. Ma c’è dell’altro.
Harry in quel momento si identifica con quel serpente. Entrambi sono intrappolati. Entrambi sono esibiti. Entrambi vorrebbero solo essere da qualche altra parte. Harry ha appena avuto un momento di connessione con questa creatura - probabilmente uno dei pochi momenti di connessione vera che ha avuto in anni - e poi arrivano Dudley e Piers a rovinare tutto.
E la magia di Harry cosa fa? Libera il serpente.
Non protegge Harry. Non fa del male a Dudley (anche se lo meriterebbe eccome). Libera qualcun altro che soffre.
Anche a dieci anni, anche dopo anni di abuso che gli hanno insegnato a pensare solo a sopravvivere, il primo atto di magia anche solo vagamente “intenzionale” di Harry è un atto di gentilezza verso qualcun altro.
E Nessuno Gli Ha Mai Spiegato Niente
La ciliegina sulla torta della pessima infanzia di Harry è che i Dursley non gli spiegano mai niente.
Loro sanno che è magico. Lo sanno dal giorno in cui è arrivato sulla loro porta. Ma invece di dirgli “guarda, hai questi poteri, ecco come funzionano, ecco cosa non devi fare,” fanno finta di niente e sperano che se lo trattano abbastanza male la magia sparirà.
Spoiler: non funziona così.
Anzi, probabilmente ottengono l’effetto opposto. Più lo rendono infelice, più creano situazioni in cui le sue emozioni esplodono, più la magia si manifesta.
Vernon Dursley pensava di poterlo “trasformare in una persona normale” a forza di renderlo miserabile. Ma non si è mai fermato a pensare che forse, forse, trattarlo come un essere umano avrebbe funzionato meglio.
Ma questo avrebbe richiesto che Vernon fosse capace di pensare più in là del suo naso, e sappiamo tutti che non è il caso.
L’Eredità di Tutto Questo
Questa roba lascia cicatrici. Non solo metaforiche.
Harry passa i primi dieci anni della sua vita imparando a reprimere tutto: emozioni, domande, curiosità, la sua stessa personalità. E questa repressione non sparisce magicamente (scusate il gioco di parole) quando arriva a Hogwarts.
È parte del motivo per cui fa così fatica a chiedere aiuto. Perché non fa abbastanza domande a Silente. Perché tiene tutto dentro fino a quando non esplode.
I Dursley non hanno solo abusato di Harry fisicamente ed emotivamente. Hanno letteralmente plasmato il modo in cui la sua magia si manifesta, trasformandola da qualcosa che avrebbe dovuto essere gioioso e meraviglioso in un meccanismo di pura sopravvivenza.
E pensare che tutto questo succede prima ancora che inizi la vera storia. Prima di Voldemort, prima degli Horcrux, prima di tutte le volte che Harry dovrà salvare il mondo magico.
Il ragazzino aveva già abbastanza trauma da riempire una vita intera, e aveva solo dieci anni.