Gilderoy Lockhart: Quando il Sollievo Comico Diventa un Sociopatico
Iniziamo con una domanda semplice: vi ricordate quando Gilderoy Lockhart era solo un tipo vanitoso e ridicolo che non sapeva fare un incantesimo nemmeno se gli puntavi una bacchetta alla tempia?
Beh, dimenticatevelo. Perché a un certo punto della Camera dei Segreti, Lockhart smette di essere il buffone della situazione e diventa qualcosa di molto più inquietante: un sociopatico disposto a lasciare morire dei dodicenni pur di salvare la sua reputazione.
Dal Ridicolo al Raccapricciante
All’inizio del libro, Lockhart è fondamentalmente uno scherzo ambulante. È il professore che si fa fotografare mentre sorride smagliante, che assegna quiz sul colore preferito del suo gatto, che cerca di riparare il braccio rotto di Harry e gli toglie tutte le ossa. È fastidioso, è narcisista, ma è anche… divertente? In un modo esasperante, certo, ma pur sempre divertente.
Poi arriva il momento in cui Harry e Ron lo trovano mentre fa le valigie. E lì scopriamo che Lockhart non ha mai fatto niente di quello che ha scritto nei suoi libri. Ha semplicemente trovato persone che avevano fatto cose incredibili, gli ha cancellato la memoria, e si è preso tutto il merito.
Già questo è abbastanza inquietante. Ma aspettate, perché peggiora.
“Peccato Che Non Fosse Granger”
Il vero momento “Ok, questo tizio è DAVVERO malvagio” arriva quando Lockhart, davanti a due ragazzini di dodici anni che stanno cercando disperatamente di salvare una bambina rapita, decide che la cosa migliore da fare è… cancellargli la memoria e lasciarli morire nella Camera dei Segreti.
Non è nemmeno che ci pensa su molto. È tipo: “Ah sì, devo proteggere la mia reputazione. Quindi questi ragazzini devono sparire. Logico, no?”
Ed è questo cambio di tono che rende Lockhart così particolarmente terrificante. Perché per tutto il libro ci siamo affidati a lui come “quello stupido che alleggerisce la tensione”. Era il nostro sollievo comico, la pausa dal terrore delle aggressioni. E poi, improvvisamente, quel sollievo si rivela essere un pozzo senza fondo di malvagità.
Il Genio di Rowling (Sì, Lo Ammettiamo)
Rowling è davvero brava in questo tipo di ribaltamento. Prende un personaggio che ti fa ridere, che sottovaluti completamente, e poi ti ricorda che il male vero raramente si presenta con un mantello nero e occhi rossi. A volte arriva con un sorriso smagliante e una serie di libri bestseller.
E la cosa più disturbante? Lockhart è l’unico personaggio dei primi libri che Rowling ha detto essere basato su una persona reale. Speriamo fosse solo la vanità e non… tutto il resto.
Il Contrasto Perfetto
Quello che rende Lockhart ancora più interessante è che è il perfetto opposto di Harry. Entrambi sono famosi, ma Harry passa tutto il tempo cercando di evitare i riflettori, mentre Lockhart farebbe qualsiasi cosa pur di rimanerci sotto. Harry si butta nei pericoli per salvare gli altri, Lockhart abbandonerebbe chiunque pur di salvare se stesso.
E quando Lockhart fa notare che queste persone che ha derubato delle loro storie “non erano molto attraenti”, capisci tutto della sua psicologia. Per lui, l’apparenza è letteralmente più importante della sostanza. Meglio che le persone pensino che queste gesta eroiche siano state compiute da qualcuno di bello come lui, no?
La Lezione Nascosta
In fondo, Lockhart rappresenta un tipo di male diverso da Voldemort. Non è la pura malvagità magica oscura. È qualcosa di molto più comune e forse per questo ancora più spaventoso: l’egoismo assoluto. La totale incapacità di preoccuparsi di qualcun altro che non sia se stesso.
E il fatto che sia anche completamente incompetente in tutto tranne che negli incantesimi di memoria rende tutto ancora più assurdo. Questo tizio ha costruito un’intera carriera - bestseller, Ordine di Merlino Terza Classe, fan club - basandosi letteralmente su niente se non la sua capacità di mentire e cancellare ricordi.
È brillante in un modo terribilmente sbagliato. E nonostante sia un sociopatico disposto a lasciare morire dei ragazzini, c’è qualcosa di quasi ammirevole (in modo molto distorto) nella sua dedizione assoluta alla sua immagine pubblica.
Alla fine, Lockhart ottiene quello che merita: il suo stesso incantesimo di memoria gli si ritorce contro grazie alla bacchetta rotta di Ron. Ed è una giustizia poetica perfetta. L’uomo che ha cancellato i ricordi a decine di persone perde i propri.
Ma ogni volta che rileggo La Camera dei Segreti, quel momento in cui Lockhart passa da buffone a minaccia reale mi coglie sempre un po’ di sorpresa. Perché Rowling è davvero brava a ricordarci che non puoi mai veramente fidarti del sollievo comico. A volte, il pagliaccio è il più pericoloso di tutti.