Lee Jordan Ha Inventato Il Nostro Lavoro (E Nessuno Se Lo Ricorda)
Fermi tutti. Momento di rispetto per Lee Jordan.
Questo ragazzo ha fondamentalmente inventato il commento sportivo nel mondo magico. È il primo commentatore che incontriamo. Fa i telecronisti del Quidditch con uno stile tutto suo, un’ironia pazzesca, e zero filtri.
E che gli danno in cambio? Una comparsata nel primo film e poi sparisce.
Il Trio Dimenticato
In realtà Lee è solo il più dimenticato di un trio di personaggi che meritavano molto, molto di più:
Dean Thomas - bravo a disegnare, finisce a fare… niente. Sta lì. Esce brevemente con Ginny, poi pace.
Angelina Johnson - cacciatrice, poi capitano. Brava sul serio. E che scopriamo di lei? Che alla fine sposa George Weasley. Fine. Questo è il suo arco narrativo.
Lee Jordan - il telecronista più iconico del castello. Quello con il ritmo, la battuta pronta, il coraggio di prendere in giro gli Slytherin in diretta.
Il Duo McGonagall-Jordan
Ma la cosa più bella di Lee Jordan è il suo rapporto con McGonagall.
Lui fa il commento. Lei gli sta seduta accanto. E ogni volta che Lee dice qualcosa di troppo parziale, lei lo riprende.
“Jordan!”
E lui deve correggersi.
Ma - e qui è il bello - quando Lee se la prende con gli Slytherin per qualche scorrettezza, McGonagall lo riprende solo perché deve. Perché è lì, perché è la professoressa, perché deve sembrare imparziale.
Ma sotto sotto? È totalmente d’accordo con lui.
Quando gli Slytherin giocano sporco (e lo fanno sempre), e Lee li chiama fuori, McGonagall lo blocca. Ma sai che dentro sta pensando: “Daje, Lee, falli neri a quei serpenti.”
È il classico duo del tipo: adulto serio che deve mantenere le apparenze + ragazzo che dice quello che tutti pensano.
Tipo quel vecchio spot del mac and cheese con il ragazzo che prova a dire varie cagate e l’adulto che dice “Nope! Riprova!”
Solo che qui è: “I giocatori Slytherin sono dei chea—” “JORDAN!” “Ehm, volevo dire, i giocatori Slytherin hanno adottato una strategia… aggressiva.”
Lee Jordan = Tutti Noi
Il punto è questo: Lee Jordan ha letteralmente inventato quello che facciamo tutti oggi.
Commenta una cosa. Aggiunge la sua opinione. La rende divertente. Dice quello che pensa anche quando non dovrebbe.
Noi siamo qui a commentare Harry Potter. Lee è lì a commentare il Quidditch.
Stessa identica energia.
Lui è il nostro antenato spirituale. Il primo di noi. Il profeta del commento.
All hail Lee Jordan.
Il Triangolo Amoroso Più Strano
E poi c’è questa cosa assurda di cui nessuno parla mai: Lee Jordan ha una cotta per Angelina.
Lo dice chiaramente durante i commenti. Parla di quanto sia brava, di quanto sia figa. McGonagall lo riprende: “Jordan, concentrati sul gioco!”
E lui insiste. “Lo so professoressa, ma continuo a dirlo e lei ancora non esce con me.”
Tipo, questo ragazzo sta usando il commento del Quidditch per provarci con una ragazza. Davanti a tutto il castello. È geniale e disperato allo stesso tempo.
Ma poi cosa succede?
Angelina va al Ballo del Ceffo con Fred Weasley.
E alla fine sposa George Weasley.
Quindi Lee Jordan, il migliore amico dei gemelli Weasley, ha visto la ragazza per cui aveva una cotta uscire con uno dei suoi migliori amici, e poi sposare l’altro.
Immaginate il brindisi al matrimonio.
“Ricordate quando cercavo di conquistarla usando il microfono del Quidditch? Ah, che ridere. Comunque congratulazioni George, trattala bene, amico.”
Dove Sono Finiti?
Il vero crimine è che nei film questi personaggi sono fantasmi.
Dean c’è, ma ha tipo due battute in sette film. È lì per fare lo stupito. “Blimey, Harry!” “Cavolo, Neville!” “Accidenti, il Quidditch!” Fine, questo fa.
Angelina viene completamente massacrata. Tutto il suo arco in “Ordine della Fenice” - dove diventa capitano, dove deve gestire la pressione, dove litiga con Harry - tagliato. Zero. Non c’è neanche il Quidditch in quel film.
E Lee Jordan? Sparito dopo il primo film. Una battuta in “Camera dei Segreti” e poi puff, nel nulla.
Ma il vero Lee Jordan, quello dei libri, è un personaggio. Ha personalità. Ha stile. Ha quel mix perfetto di passione per lo sport e totale mancanza di professionalità che lo rende perfetto.
L’Eredità di Lee
Pensate a quante volte avete riso leggendo i suoi commenti.
Pensate a quante volte avete immaginato McGonagall sempre più frustrata mentre lui deviava dal commento neutrale per dire quello che pensava davvero.
Lee Jordan ha dato voce a quello che tutti i Grifondoro (e metà degli Corvonero e dei Tassorosso) stavano pensando durante le partite.
Gli Slytherin fanno i bastardi? Lee lo dice.
Harry fa una mossa pazzesca? Lee esplode di entusiasmo.
Il Nimbus 2000 è fichissimo? Lee ne parla per cinque minuti finché McGonagall non lo zittisce.
Era onesto. Era parziale. Era divertente.
Era tutto quello che un commentatore sportivo dovrebbe essere se non dovesse fingere di essere obiettivo.
E il mondo magico lo ha dimenticato. I film lo hanno cancellato. E noi siamo qui, decenni dopo, a dire: Lee Jordan meritava di più.
Meritava il suo spin-off. “Lee Jordan: Gli Anni del Microfono”. Lo guarderei. Lo guarderei tutto.