Quando Harry Incontrò Ron: L'Anatomia di un'Amicizia Perfetta

Harry Potter, la celebrità del mondo magico, si siede in uno scompartimento con Ron Weasley. E succede qualcosa di straordinario: niente. Nel senso, succede tutto nella maniera più naturale possibile.

Quando Harry Incontrò Ron: L'Anatomia di un'Amicizia Perfetta

Quando Harry Incontrò Ron: L’Anatomia di un’Amicizia Perfetta

C’è un momento, sul Hogwarts Express, che mi fa sempre riflettere. Harry Potter, il ragazzo che è sopravvissuto, la celebrità del mondo magico, l’orfano famoso - si siede in uno scompartimento con Ron Weasley. E succede qualcosa di straordinario.

Niente.

Nel senso, succede tutto. Ma succede nella maniera più normale, naturale e non forzata possibile.

Due Ragazzi Su Un Treno

Pensateci. Harry ha appena passato settimane in cui sconosciuti gli stringevano la mano, lo fissavano, volevano toccare la sua cicatrice. Doris Crockford che continua a tornare da lui per l’ennesima stretta di mano. Gente al Paiolo Magico che lo trattava come una reliquia religiosa.

E poi arriva Ron.

Ron che chiede “Sei davvero Harry Potter?” - ma lo chiede in modo diverso. Non c’è quella reverenza assurda. C’è curiosità, sì. Ma c’è anche… rispetto? Quando Harry dice che non ricorda quando i suoi genitori sono morti, Ron risponde solo “No, davvero?” e poi lascia perdere.

Non insiste. Non fa altre domande. Capisce che è un argomento delicato e passa ad altro.

Che classe, Ron Weasley. Che classe.

L’Arte Di Essere Un Amico Vero

C’è una cosa che mi colpisce sempre di questo primo incontro: Ron dà ad Harry esattamente quello di cui ha bisogno. Informazioni.

Harry ha passato undici anni all’oscuro del mondo magico. E poi, nelle ultime settimane, tutti volevano sapere tutto di lui, ma nessuno si prendeva la briga di spiegargli niente.

Hagrid ci ha provato, ok. Ma anche Hagrid aveva quel tono tipo “Come, non lo sai?” che faceva sentire Harry ancora più ignorante.

Ron invece? Ron spiega. Ron racconta. Ron si scusa quando si accorge che sta dando per scontato che Harry sappia cose che non sa.

“Mi dispiace” dice Ron, quando si rende conto che Harry non sa niente del Quidditch.

È un dettaglio piccolo, ma importantissimo. Ron riconosce il proprio privilegio (se si può chiamare privilegio crescere povero ma almeno magico) e si adegua. Non fa sentire Harry stupido. Gli spiega le cose, ecco tutto.

Quello Che Hanno In Comune

Ma l’amicizia non è a senso unico. Perché mentre Ron dà ad Harry informazioni sul mondo magico, Harry dà a Ron qualcosa di altrettanto prezioso.

Attenzione.

Pensate a come dev’essere crescere in una famiglia di sette figli. Ron è il sesto. È il più giovane dei maschi. Bill è figo e lavora per Gringott. Charlie gioca a Quidditch a livello professionale. Percy è il secchione perfetto che diventerà prefetto. Fred e George sono… beh, Fred e George, impossibile competere con quella energia.

E poi c’è Ron.

Ron che probabilmente ogni volta che inizia a parlare di Quidditch a casa si sente dire “sì Ron, lo sappiamo già” oppure “Ron, smettila di blaterare”.

Ma Harry? Harry non sa niente di Quidditch. Harry vuole sapere. Harry ascolta affascinato mentre Ron gli spiega le regole, le squadre, le posizioni.

Per la prima volta in vita sua, Ron ha qualcuno con cui condividere la sua passione. Qualcuno che lo ascolta davvero.

Il Momento Dei Dolciumi

E poi c’è quel momento perfetto con il carrello dei dolci.

Harry compra praticamente tutto perché (a) non ha mai avuto soldi propri prima d’ora e (b) finalmente ha qualcosa da condividere. E Ron? Ron che si è portato i panini di manzo in scatola di sua madre, quelli che lo fanno sentire povero e imbarazzato?

Harry gli dice che cambierebbe volentieri. Che lui non ha mai avuto niente da condividere prima. E lo dice sul serio.

Non è falsa modestia. Non è uno che fa il prezioso. Harry davvero, fino a poche settimane prima, viveva in uno sgabuzzino e i Dursley gli davevano le loro scarpe vecchie per Natale.

Quindi quando Ron vede tutta quella ricchezza di dolci magici, Harry vede l’opportunità di fare finalmente quello che i ragazzini normali fanno: dividere le caramelle con un amico.

Perché Funziona

Ci sono un paio di cose che rendono questa amicizia così vera fin dall’inizio.

Prima di tutto: sono entrambi nervosi. È il loro primo giorno. Sono lontani da casa. Anche se Ron ha cinque fratelli che sono già passati da Hogwarts, per lui è la prima volta. Sono sullo stesso piano, in quel senso.

Secondo: si danno qualcosa a vicenda. Non è Harry il famoso che si abbassa a parlare con Ron il povero. Non è Ron che fa l’amico con Harry solo perché è una celebrità. Si scambiano cose di valore: informazioni, attenzione, compagnia, dolci.

Terzo: Ron tratta Harry come una persona. Non come una cicatrice vivente. Non come il ragazzo-che-è-sopravvissuto. Come Harry. Basta.

Il Contrasto Con Gli Altri

Confrontate questo con come altri approcciano Harry in quel primo anno.

Draco Malfoy si presenta in modo formale, tende la mano, cerca di impressionarlo parlando di quanto è importante. È tutto calcolato, tutto strategico.

Gli adulti nel Paiolo Magico lo trattano come una curiosità da museo.

Anche Hermione, quando sale sullo scompartimento cercando il rospo di Neville, ha quell’aria da so-tutto-io che, per quanto lei non abbia colpa (è solo entusiasta), non è esattamente quello di cui Harry ha bisogno in quel momento.

Ron invece? Ron è solo Ron. Si siede lì, ha della sporcizia sul naso per tutto il viaggio, fa vedere le figurine a Harry, si lamenta di Percy il prefetto pomposo, racconta di Scabbers il topo.

È normale. È rilassante. È amicizia.

Cinque Ragazzi In Un Dormitorio

C’è anche un altro elemento di fortuna che spesso dimentichiamo: il dormitorio.

Harry e Ron finiscono nella stessa casa, nello stesso dormitorio, con Neville, Seamus e Dean. E vanno tutti d’accordo. Per sette anni.

Gente, avete idea di quanto sia improbabile? Io ho vissuto in un dormitorio al college per un anno e mezzo, con tre coinquilini. Sapete con quanti di loro sono ancora in contatto?

Zero.

Nemmeno uno. Non perché fossero persone terribili, ma semplicemente perché quando vivi in spazi ristretti con altre persone, le incompatibilità emergono rapidamente.

Questi cinque ragazzini di undici anni invece? Vanno d’accordo per sette anni. Niente drammi grossi (a parte quella volta che Seamus si beve tutta la propaganda del Ministero in quinto anno, ma vabbè).

Harry è stato davvero fortunato da quel punto di vista. Avrebbe potuto finire con compagni antipatici e insopportabili. Invece ha trovato una famiglia.

La Differenza Tra Hagrid E Ron

Una cosa che mi ha colpito riascoltando questa parte: Harry forma i suoi legami più forti con le persone che rispondono alle sue domande, non con quelle che gliene fanno.

Hagrid, per quanto sia fantastico, ha comunque quell’aria da “ma come non lo sai?” quando Harry gli chiede cose. Come se fosse incredibile che Harry non sappia chi è Nicolas Flamel o come funziona Gringott.

Ron invece spiega. Dumbledore spiega. Hermione spiega (anche se a modo suo, tipo scaricandogli addosso un’intera biblioteca).

Queste sono le persone che diventano importanti per Harry. Perché capiscono che lui ha bisogno di informazioni prima ancora che di attenzione.

E Ron è il primo a capirlo. Ron è lì sul treno, il primo vero amico di Harry, e gli spiega le Cioccorane, e il Quidditch, e cosa vuol dire essere uno dei sette fratelli Weasley.

Gli dà quello di cui ha bisogno: normalità, informazioni, amicizia senza secondi fini.

L’Inizio Di Tutto

Quella conversazione sul treno è l’inizio di tutto. È lì che Harry capisce che il mondo magico non è solo gente che lo fissa e vuole toccarlo. È anche questo: ragazzi della sua età con cui può essere amico.

È lì che Ron capisce che può essere importante per qualcuno. Che quello che sa, quello che può condividere, ha valore.

E quando il treno arriva a Hogsmeade, quando scendono insieme verso le barche, sono già amici. Non c’è stato bisogno di nessun grande momento, nessuna dichiarazione solenne.

Solo due ragazzi su un treno che hanno condiviso dolci e storie. A volte l’amicizia più vera è quella che inizia così: senza pretese, senza aspettative. Solo due persone che si incontrano al momento giusto e si danno quello di cui l’altro ha bisogno.

Ron aveva bisogno di qualcuno che lo ascoltasse. Harry aveva bisogno di qualcuno che gli spiegasse le cose.

E per sette anni, è esattamente quello che hanno continuato a fare l’uno per l’altro.

Ivy Penfield

Ivy Penfield

Reporter delle ultime news dal mondo magico. Corvonera DOC con la mania di analizzare ogni dettaglio.