Cosa Avrebbe Visto Silente nello Specchio delle Brame?
Quando pensiamo allo Specchio delle Brame, ci viene subito in mente Harry che vede i suoi genitori. È uno dei momenti più toccanti della saga. Ma ti sei mai chiesto cosa avrebbe visto Albus Silente se si fosse guardato nello specchio prima che tutto andasse a rotoli con Grindelwald?
Il Giovane Silente: Potere o Conoscenza?
Facciamo un passo indietro. Il Silente che conosciamo è questo vecchio saggio, pacato, con quella specie di saggezza da nonno che ti fa venire voglia di bere tè e ascoltare storie. Ma il giovane Silente? Tutt’altra storia.
Prima della morte di Ariana, Silente era un tipo ambizioso. Non nel senso cattivo, ma aveva quella fame di fare qualcosa di grande. E poi arriva Grindelwald, con tutte le sue idee sui Doni della Morte e sul dominare il mondo babbano “per il loro bene”.
La domanda è: Silente era davvero affascinato dal potere puro, oppure era più un discorso di conoscenza e influenza?
L’Ipotesi del Potere
Da una parte, Silente stesso ammette - penso sia ne L’Ordine della Fenice - che ha imparato a non fidarsi di se stesso con il potere. Questo ci dice che sì, a un certo punto il potere lo tentava. Magari nello specchio si sarebbe visto come una specie di leader supremo del mondo magico, acclamato e rispettato.
Ma c’è un dettaglio importante: Silente e Grindelwald volevano il potere per ragioni diverse. Grindelwald voleva il potere fine a se stesso - “io comando e voi obbedite”. Silente invece? Più complicato.
L’Ipotesi della Conoscenza
Secondo me, quello che davvero muoveva Silente era la conoscenza. Non nel senso da secchione che vuole prendere tutti 10, ma proprio quella cosa profonda di voler capire tutto, sapere tutto, essere quella persona a cui tutti si rivolgono per le risposte.
Un po’ come un genio in una lampada, se ci pensi. Non è che il genio comanda - il genio sa. E questo sapere gli dà un’influenza enorme. La gente lo venera perché è troppo saggio, troppo puro, troppo al di sopra delle beghe normali.
Forse nello specchio Silente si sarebbe visto proprio così: non come un dittatore, ma come una specie di oracolo vivente. Quello a cui chiunque si rivolge, quello che ha tutte le risposte, quello che viene rispettato non per la forza ma per la mente.
Il Fattore Grindelwald
E poi c’è lui. Gellert Grindelwald.
La loro relazione è uno degli aspetti più complessi e sfumati della saga. Silente era chiaramente innamorato di Grindelwald, e questa non era solo un’amicizia profonda. Era qualcosa di più intenso, più viscerale.
Se Silente si fosse guardato nello specchio in quel periodo, prima della tragedia di Ariana, avrebbe visto Grindelwald? Probabilmente sì. Ma non solo Grindelwald - avrebbe visto se stesso e Grindelwald insieme, magari mentre realizzano i loro piani per i Doni della Morte, mentre cambiano il mondo magico.
Il punto è che Grindelwald ha tirato fuori cose in Silente che probabilmente non sarebbero mai emerse altrimenti. Sì, Silente aveva ambizioni, ma Grindelwald le ha amplificate, distorte, spinte in direzioni che Silente da solo non avrebbe mai preso.
E Dopo?
Poi Ariana muore, e tutto cambia. In quel momento, se Silente si fosse guardato nello specchio, cosa avrebbe visto? Forse Ariana viva. Forse se stesso, Aberforth e Ariana come famiglia felice. Forse Grindelwald che non è mai arrivato a Godric’s Hollow.
O forse - e questa è la versione più triste - avrebbe visto esattamente cosa è successo quella notte. Chi ha lanciato la maledizione che ha ucciso Ariana. Perché questo Silente non l’ha mai saputo, ed è stato il suo tormento per tutta la vita.
Rowling ci ha dato questa risposta canonica: Silente nello specchio vedrebbe la sua famiglia viva e integra. Ed è perfetto, perché cattura esattamente come la tragedia di Ariana ha ridefinito completamente chi era Silente.
Da giovane ambizioso e affamato di conoscenza, a vecchio saggio che tiene tutti a distanza perché sa cosa succede quando ami troppo e perdi tutto.