Colin Creevey e l’Uva: La Dolcezza Nascosta in un Gesto Semplice
Colin Creevey viene trovato pietrificato sulle scale, con un grappolo d’uva accanto a lui.
Alla prima lettura, sembra solo un dettaglio. Un piccolo particolare che la professoressa McGonagall menziona di sfuggita. Ma c’è così tanto amore racchiuso in quel grappolo d’uva che vale la pena fermarsi a pensarci.
Una Tradizione Britannica
Portare l’uva a chi è in ospedale è una tradizione profondamente radicata nella cultura britannica. Risale agli anni ‘50 e ‘60, quando gli infermieri scoraggiavano i visitatori dal portare dolci ai pazienti. L’uva divenne l’alternativa perfetta: fresca, facile da digerire, piena di vitamine e minerali.
Ma è più di questo. L’uva era considerata quasi medicinale - un potente solvente, qualcosa che ti fa sentire meglio. E così si radicò questa dolce usanza: quando qualcuno è malato, gli porti l’uva.
E questo è esattamente quello che Colin stava facendo.
Il Gesto di Colin
Immaginate la scena. Colin Creevey, questo ragazzino di primo anno così entusiasta di tutto ciò che riguarda il mondo magico, viene a sapere che Harry Potter - il SUO Harry Potter, il ragazzo che ammira più di chiunque altro - è finito nell’infermeria.
E cosa fa Colin? Prende dell’uva e va a trovarlo.
Non è un gesto grandioso. Non è drammatico. È semplicemente… dolce. È il tipo di cosa che faresti per un amico, per qualcuno a cui tieni. E nel mondo di Colin, Harry è già un amico, anche se Harry probabilmente lo vede più come un fan troppo appiccicoso.
Ma Colin non sta portando la sua macchina fotografica questa volta. Non sta andando a chiedere un autografo o a fare altre foto. Sta solo andando a trovare qualcuno che è malato, con un grappolo d’uva in mano, perché è la cosa giusta da fare.
La Tragedia del Tempismo
Quello che rende questo momento così straziante è il tempismo. Colin non arriva mai all’infermeria. Non riesce a dare l’uva a Harry. Viene pietrificato prima di poter completare il suo semplice gesto di gentilezza.
E quel grappolo d’uva diventa prova. Diventa il modo in cui McGonagall capisce cosa stava facendo Colin, dove stava andando. “Pensavamo che stesse andando a trovare Potter,” dice. E lo sappiamo dall’uva.
C’è qualcosa di profondamente triste in questo. Colin, con tutte le sue buone intenzioni, con il suo cuore enorme e la sua ammirazione genuina, non riesce nemmeno a consegnare la sua uva. È bloccato, congelato, con il suo piccolo atto di gentilezza incompiuto.
Colin il Leale
Questo momento ci dice tutto quello che dobbiamo sapere su chi è Colin Creevey. Non è solo un fan sfegatato. Non è solo un ragazzino fastidioso con una macchina fotografica. È qualcuno che si prende cura degli altri. È qualcuno che, quando sente che qualcuno è in difficoltà, fa qualcosa al riguardo.
E fa le cose nel modo giusto. Non porta cioccolato o dolcetti vistosi. Porta l’uva - esattamente quello che la tradizione dice che dovresti portare a qualcuno che sta male. È come se Colin, fresco del mondo Babbano, portasse con sé quella piccola usanza nel mondo magico.
Fa da ponte tra i due mondi in modo così naturale, così dolce. Il mondo magico ha Skelegro e pozioni curative, ma Colin porta l’uva, perché è quello che conosce, è quello che significa prendersi cura di qualcuno.
I Piccoli Atti Contano
Rowling è magistrale nel modo in cui usa questi piccoli dettagli per costruire i suoi personaggi. Potrebbe averci detto semplicemente che Colin è stato trovato pietrificato. Invece, ci dice che c’era dell’uva. E quel singolo dettaglio trasforma Colin da vittima a persona.
È un promemoria che i piccoli atti di gentilezza contano. Che i gesti semplici hanno significato. Che portare l’uva a qualcuno che sta male, anche se quel qualcuno potrebbe trovarti un po’ fastidioso, è comunque un atto di puro cuore.
Colin Creevey meritava di consegnare quell’uva. Meritava di vedere Harry sorridere (anche se magari un po’ imbarazzato) e dire grazie. Meritava di avere quel suo piccolo momento di connessione con il suo eroe.
Ma anche se non l’ha avuto, quel grappolo d’uva racconta la sua storia. Ci dice che Colin era lì, con le migliori intenzioni, pronto a prendersi cura di qualcun altro.
E forse, quando alla fine si sveglia dalla pietrificazione, qualcuno gli porta dell’uva. Perché se c’è qualcuno che lo merita, quello è Colin Creevey.