Lo Specchio che Legge il Cuore
Lo Specchio delle Brame è uno degli oggetti magici più affascinanti dell’intero mondo di Harry Potter. Non fa magie spettacolari, non ti dà poteri incredibili. Semplicemente ti mostra qualcosa che forse non sapevi nemmeno di volere così tanto.
Il Desiderio del Cuore, Non della Mente
C’è una differenza enorme tra quello che pensi di volere e quello che davvero vuoi nel profondo. Il tuo cervello può dirti “voglio diventare ricco” o “voglio vincere la coppa di Quidditch”. Ma il cuore? Il cuore ha desideri più profondi, più onesti. E lo Specchio legge proprio quelli.
È scritto sopra lo specchio, al contrario ovviamente: “Io non mostro il tuo viso, ma il desiderio del tuo cuore”. Non della mente. Del cuore.
Se fosse il desiderio della mente, probabilmente lo sapresti già. Non avresti bisogno di uno specchio per scoprirlo. Ma il cuore custodisce cose che a volte nemmeno noi ammettiamo a noi stessi.
Harry e la Famiglia che Non Ha Mai Conosciuto
Quando Harry si guarda nello Specchio per la prima volta, vede qualcosa di straordinario: la sua famiglia. Non solo i suoi genitori, ma tutta la sua famiglia. Una folla di Potter dietro di lui, compreso un vecchietto con le ginocchia nodose proprio come le sue.
Ed è qui che diventa interessante. Harry non ha mai visto i suoi genitori. Non ha foto, non ha ricordi veri. Come fa lo Specchio a mostrargli esattamente i loro volti? Come fa a sapere che sua madre Lily ha gli occhi verdi che piangono mentre lo guarda con orgoglio?
Forse la risposta sta proprio in quello che dice la scrivania: il desiderio del cuore. Queste persone vivono nel cuore di Harry, anche se lui non le ha mai conosciute. Lo Specchio non legge la memoria visiva. Legge qualcosa di più profondo. L’amore lascia un’impronta, anche se non hai mai visto il volto di chi ti amava.
Come dirà Sirius più avanti nei libri: “Chi ci ha amato davvero non ci lascia mai”. E quelle persone vivono nel cuore di Harry, con o senza foto ricordo.
Ron e il Peso di Essere “Uno dei Tanti”
E poi c’è Ron. Cosa vede Ron nello Specchio? Si vede come caposcuola, con il distintivo lucente. Si vede con la coppa di Quidditch in mano, capitano della squadra come Charlie.
È un desiderio che fa male, se ci pensi. Ron non vuole necessariamente questi titoli per il potere che danno. Li vuole perché nella sua famiglia tutti hanno fatto qualcosa di speciale. Bill era caposcuola. Charlie capitano di Quidditch. Percy prefetto. Anche Fred e George, nel loro modo strambo, sono popolari e amati.
E Ron? Ron è solo… Ron. Il sesto figlio. Quello con la bacchetta rotta e i vestiti di seconda mano. Quello a cui la mamma regala sempre maglioni color bordeaux (e lui odia il bordeaux, ma tanto chi ascolta Ron?).
Quando Fred e George scherzano sui loro maglioni con la F e la G ricamate, c’è una piccola cattiveria nascosta: il maglione di Ron non ha nessuna lettera. “Mamma deve aver pensato che tu non hai bisogno di promemoria per ricordarti chi sei”, dicono. Come se Ron fosse così ordinario da non meritare nemmeno un’iniziale.
Questa gelosia attraverserà tutta la storia di Ron. La vediamo esplodere quando il nome di Harry esce dal Calice di Fuoco. La vediamo nel medaglione Horcrux che gli sussurra le sue paure peggiori. Ron ha paura di non essere abbastanza. Di essere sempre la spalla. Mai l’eroe.
Lo Specchio Cambia?
Ecco una domanda interessante: cosa vedrebbe Harry oggi nello Specchio? I suoi genitori? O vedrebbe altro?
Probabilmente sì, lo Specchio cambierebbe. Quando Harry è accampato nella foresta in Doni della Morte, dopo mesi di ricerche inutili e di freddo e fame, il suo desiderio più profondo non è più vedere i suoi genitori. Probabilmente vedrebbe se stesso con Ginny, con Voldemort sconfitto, con tutti gli Horcrux distrutti.
O forse no. Forse vedrebbe semplicemente un letto caldo e un pasto decente. I desideri del cuore cambiano con le circostanze della vita.
Ma c’è un’eccezione: i desideri più profondi, quelli che definiscono chi sei veramente, quelli forse non cambiano mai. Il desiderio di Ron di essere riconosciuto. Il desiderio di Harry di avere una famiglia. Quelli restano, sotto la superficie, per sempre.
L’Avvertimento di Silente
Silente dice a Harry una cosa importante: lo Specchio non ti aiuta. Ti mostra solo quello che vuoi, ma non te lo dà. E se passi troppo tempo a guardarlo, ti consuma. Diventi ossessionato. Smetti di vivere la tua vita vera per sognare quella che vorresti.
Ed è vero. Ma forse Silente sta parlando di un caso molto specifico: il caso di chi vorrebbe riportare indietro i morti. In quel senso, sì, lo Specchio è pericoloso. Ti fa desiderare l’impossibile.
Ma lo Specchio può darti qualcosa di utile. Ha dato a Harry la prima vera immagine della sua famiglia. Gli ha fatto capire cosa significa avere persone che ti amano, anche se non ci sono più. Non è poco.
E alla fine, quando Harry deve ottenere la Pietra Filosofale dal dentro lo Specchio, ci riesce proprio perché il suo desiderio è cambiato. In quel momento non vuole usare la Pietra. Vuole solo trovarla per impedire a Voldemort di averla. E lo Specchio gli dà quello che desidera.
E Silente?
Quando Harry chiede a Silente cosa vede lui nello Specchio, Silente risponde: “Io? Vedo me stesso con un bel paio di calzini di lana. Non se ne hanno mai abbastanza, sai”.
Bugiardo.
Silente mente, ovviamente. Probabilmente vede la sua famiglia: sua sorella Ariana viva, suo fratello Aberforth che non lo odia, i suoi genitori orgogliosi. O forse vede se stesso con Grindelwald e i Doni della Morte, tutti insieme, felici.
Ma non può dire queste cose a un ragazzino di undici anni che ha appena scoperto lo Specchio. Quindi dice calzini.
Anche i più grandi maghi hanno desideri che li tormentano. Anche loro passano notti davanti a quello specchio, sperando che l’immagine cambi. Che diventi reale.
Ma l’immagine non cambia mai. Resta lì, bellissima e impossibile, a ricordarti tutto quello che non hai.