Il Sistema Giudiziario Magico: Un Incubo Kafkiano (Ma Con i Dissennatori)

Il mondo magico ha una scuola, un governo e una prigione. Tutto al singolare. Ma soprattutto: parliamo di come Azkaban sia un incubo kafkiano dove le 'misure precauzionali' significano tortura.

Il Sistema Giudiziario Magico: Un Incubo Kafkiano (Ma Con i Dissennatori)

Il Sistema Giudiziario Magico: Un Incubo Kafkiano (Ma Con i Dissennatori)

Ok, parliamone. Il mondo magico ha letteralmente una scuola, un governo e una prigione. Tutto al singolare. Come se l’intero Regno Unito magico avesse guardato il concetto di “decentralizzazione” e avesse detto “no grazie, preferiamo mettere tutte le uova nello stesso paniere”.

Ma soprattutto: parliamo di Azkaban.

L’Arresto di Hagrid: Quando “Misure Precauzionali” Significa Tortura

Quando Fudge arriva a mezzanotte per arrestare Hagrid, la giustificazione è brillante nella sua assurdità: devono “fare qualcosa”. Non importa cosa, non importa se ha senso, l’importante è sembrare che stiano facendo qualcosa.

E cosa fanno? Mandano Hagrid ad Azkaban basandosi su prove circostanziali di 50 anni prima. Senza processo. Senza indagine. Senza nemmeno una sosta in una cella di sicurezza mentre “capiscono cosa sta succedendo”.

No, no. Dritti ad Azkaban. Con i Dissennatori.

Dissennatori: Quando la Prigione È Letteralmente Tortura 24/7

Ecco il punto che rende tutto questo particolarmente grottesco: Azkaban non è solo una prigione. È un posto dove vieni torturato psicologicamente ogni singolo secondo da creature che ti succhiano via ogni briciola di felicità.

Hagrid viene mandato lì come “precauzione”.

Pensa a quanto è folle questa cosa. Nel mondo babbano, se la polizia ti porta in una cella di sicurezza mentre indaga, non ti mettono in una camera di tortura. Ma nel mondo magico? “Eh, tanto Azkaban è l’unica prigione che abbiamo, quindi… buona fortuna con i Dissennatori!”

Il Confronto Assurdo: Hagrid vs i Veri Criminali

E la ciliegina sulla torta? Hagrid riceve un trattamento più duro di molti Mangiamorte veri e propri nella serie.

Viene arrestato senza prove concrete, senza processo, senza spiegazioni pubbliche. Fudge promette che “sarà rilasciato con le scuse complete” - come se un “mi dispiace” potesse cancellare settimane di tortura psicologica.

Stan Shunpike? Stesso trattamento. Arrestato perché “sentito discutere di piani dei Mangiamorte in un pub”. Dritto ad Azkaban. Niente processo.

È quasi come se il Ministero della Magia avesse guardato i diritti umani basilari e avesse detto “ma questi valgono anche per i maghi?”

Fudge Non Riesce Nemmeno a Guardarlo Negli Occhi

C’è un dettaglio bellissimo nel libro: Fudge non riesce nemmeno a guardare Hagrid negli occhi mentre lo arresta.

Lo sa che quello che sta facendo non va bene. Ma lo fa lo stesso perché “deve fare qualcosa”.

Questo è Fudge in sintesi: un politico che sa di stare sbagliando ma lo fa comunque perché le apparenze contano più della giustizia. Deve sembrare che stia risolvendo il problema, anche se in realtà sta solo rovinando la vita di un innocente.

Il Problema Non È Solo Fudge

La cosa più triste? Non è nemmeno solo colpa di Fudge. Scrimgeour fa la stessa cosa più avanti. È un problema sistemico.

Quando hai un solo governo, una sola scuola e una sola prigione, e quella prigione è un luogo di tortura permanente… forse, FORSE, dovresti ripensare il tuo sistema giudiziario.

Ma no. Il mondo magico continua imperterrito, mandando persone ad Azkaban senza processo come se fosse la cosa più normale del mondo.


E sapete qual è la parte più assurda? Nonostante tutto questo, nonostante il sistema giudiziario sia una barzelletta kafkiana e i Dissennatori siano letteralmente demoni torturatori, noi continuiamo ad amare questo mondo.

Perché alla fine, Harry Potter non finge che il mondo magico sia perfetto. Ci mostra un sistema corrotto, ingiusto, pieno di difetti. E forse è proprio per questo che ci sembra così reale. Anche quando è completamente, meravigliosamente assurdo.

Oleander Vale

Oleander Vale

Esperto di teorie oscure e narrativa complessa. Serpeverde con un interesse particolare per l'ambiguità morale.