La Pagina Strappata: Quando la Convenienza Narrativa Incontra il Personaggio
In Harry Potter e la Camera dei Segreti, c’è un momento che cristallizza una tensione interessante nella costruzione narrativa: Hermione viene trovata pietrificata con una pagina di libro stretto nella mano. Una pagina che, guarda caso, contiene esattamente le informazioni necessarie per risolvere il mistero del Basilisco.
Il Problema della Ricerca
La domanda che sorge spontanea è: come ha fatto Hermione a trovare quella specifica pagina? La biblioteca di Hogwarts contiene presumibilmente centinaia, se non migliaia, di volumi su creature magiche. Non esistono funzioni di ricerca digitale, niente Command+F per trovare la parola “Basilisco” in un PDF. Sono libri fisici, con indici che potrebbero essere più o meno dettagliati.
Hermione doveva cercare una creatura con caratteristiche molto specifiche:
- Capacità di muoversi inosservata attraverso il castello
- Abilità di uccidere o stordire istantaneamente senza dare alla vittima il tempo di gridare
- Connessione con l’Erede di Serpeverde
- Un metodo di locomozione che spieghi perché nessuno la vede mai
Questo non è il tipo di ricerca che si conclude in un pomeriggio. È il tipo di ricerca che richiederebbe settimane, se non mesi, di studio incrociato tra diversi testi. Eppure, nel giro di un’ora tra il momento in cui capisce qualcosa e quello in cui viene pietrificata, Hermione ha la risposta in mano.
Il Personaggio Contro la Trama
C’è poi un secondo livello di tensione: Hermione Granger che strappa una pagina da un libro di biblioteca. Questo è forse ancora più difficile da digerire della tempistica miracolosa.
Hermione è costruita come una studentessa che rispetta profondamente i libri e le regole della biblioteca. Madama Pince probabilmente la considera una delle poche studentesse affidabili. L’idea che Hermione danneggi deliberatamente un libro – un libro di biblioteca, per di più – sembra in diretta contraddizione con tutto quello che sappiamo di lei.
Certo, è un’emergenza. Ma Hermione, con la sua borsa che contiene praticamente un intero armadio grazie a incantesimi di estensione, non avrebbe semplicemente copiato le informazioni? O preso in prestito il libro intero?
La Funzione Narrativa
Rowling aveva bisogno di un modo per far arrivare a Harry e Ron l’informazione cruciale nel momento giusto. Hermione non può dirlo a voce perché è pietrificata. Non può aver lasciato un appunto perché non aveva il tempo di scriverlo prima dell’attacco. La pagina strappata risolve entrambi i problemi in un colpo solo.
È una scelta che privilegia la meccanica della trama rispetto alla coerenza del personaggio e alla verosimiglianza del processo. Hermione trova la risposta giusta, nel libro giusto, al momento giusto, e compie un’azione che normalmente non compirebbe mai – tutto perché la storia ha bisogno che quella pagina arrivi nelle mani di Harry.
Quando la Convenienza Diventa Visibile
La maggior parte delle storie contiene elementi di convenienza narrativa. I personaggi trovano indizi al momento opportuno, le conversazioni importanti vengono ascoltate per caso, le armi necessarie compaiono quando servono. Il trucco è rendere queste convenienze abbastanza invisibili da non rompere l’immersione.
In questo caso, la convenienza è particolarmente evidente proprio perché contrasta con elementi che Rowling stessa ha stabilito: la vastità della biblioteca, l’assenza di tecnologia, il carattere meticoloso di Hermione. La pagina del Basilisco funziona come dispositivo narrativo, ma lascia delle crepe nel tessuto della storia.
È interessante notare che nei film questa scena viene modificata: Tom Riddle suggerisce che Hermione abbia strappato la pagina per divertimento distruttivo, non per necessità. Ma questo aggiunge solo un altro strato di improbabilità, trasformando un problema di coerenza caratteriale in uno completamente diverso.
Quanto è sottile il confine tra far procedere una storia e preservare la sua logica interna? La pagina del Basilisco rimane lì, stretta nella mano di Hermione, come un piccolo promemoria di quanto sia complicato bilanciare i bisogni della trama con la coerenza del mondo narrativo che si sta costruendo.