La Magia Crea Vita o la Copia Soltanto?
Sai quella scena del primo libro quando Harry compra un sacco di rane cioccolatiche sul carrello dell’Hogwarts Express? Ecco, quella scena apparentemente innocente nasconde in realtà una delle domande più inquietanti dell’intero universo di Harry Potter: quando la magia anima qualcosa, sta creando vita o semplicemente copiando qualcosa che già esiste?
Le Rane Cioccolatiche che Saltano Via
Pensa un attimo alle rane cioccolatiche. Non sono solo cioccolato a forma di rana - saltano, si muovono, scappano dalla finestra del treno. Hanno una sorta di… volontà propria? Possono decidere dove andare? E se sì, cosa significa questo?
Un mago ha letteralmente creato vita senziente dentro un pezzo di cioccolato destinato a essere mangiato?
È un pensiero abbastanza disturbante se ci pensi bene. Ma forse non funziona così. Forse la magia non crea davvero vita nuova, ma copia qualcosa che già esiste - una sorta di “fotografia magica” dell’essenza di una cosa.
Le Carte dei Maghi Famosi: Dove Vanno Quando Spariscono?
E poi ci sono le carte collezionabili dentro le rane. Dumbledore, Merlino, Morgana - tutti che si muovono, entrano ed escono dalle carte. Ron si lamenta sempre che Silente continua a scappare via dalla sua carta.
Ma dove vanno quando escono? Esiste una specie di dimensione parallela solo per le carte e i ritratti magici? Un universo fatto solo di cornici e cartoncino dove Silente può fare un pisolino quando non ha voglia di stare nella carta di Ron?
Pensaci: la Signora Grassa nel terzo libro scappa nel ritratto di qualcun altro quando Sirius la attacca. Quindi sappiamo che i ritratti possono comunicare tra loro, visitarsi a vicenda. Vuol dire che da qualche parte esiste una rete infinita di tutti i ritratti mai dipinti, tutti collegati?
La Teoria della “Fotografia Emotiva”
Ecco una teoria interessante: e se la magia funzionasse come una fotografia, ma invece di catturare solo l’immagine fisica, catturasse tutto? Le emozioni, i pensieri, la personalità di quel momento preciso?
Quando dipingi il ritratto di un preside di Hogwarts, non stai solo dipingendo il suo viso - stai in qualche modo prendendo una “fetta” della sua essenza e imprigionandola nella tela. Non è vita vera e propria, ma è un’impressione così profonda e dettagliata che sembra vita.
Questo spiegherebbe perché i ritratti dei presidi possono dare consigli ma non crescono o cambiano davvero. Sono bloccati in quello che erano quando il ritratto è stato creato - una fotografia tridimensionale, emotiva e pensante della persona.
E le Bacchette? Anche Loro Sono Vive?
Se ci pensiamo, lo stesso discorso vale per le bacchette. “La bacchetta sceglie il mago”, dice Ollivander. Ma cosa significa davvero? La bacchetta ha una coscienza? Può pensare?
Le piume di fenice sono particolarmente interessanti. Sappiamo che sono “le più indipendenti e distaccate” tra tutti i nuclei di bacchetta. Agiscono di propria iniziativa. Hanno una loro fedeltà che è difficile da conquistare.
Ma Fanny, la fenice di Silente, è incredibilmente fedele e attaccata a lui. Sembra un paradosso, no? Un animale così indipendente che è così devoto a qualcuno?
A meno che… a meno che il punto non sia proprio quello. Forse Silente è così potente e così simile caratterialmente a una fenice - indipendente, distaccato, che agisce secondo i propri principi - che Fanny riconosce in lui un essere affine. Non è sottomissione, è affinità.
Unicorni vs Draghi: Due Filosofie Magiche
C’è anche da considerare i diversi tipi di nuclei delle bacchette. I peli di unicorno producono magia costante, fedele, difficile da corrompere verso le Arti Oscure. Ma sono anche meno potenti e possono letteralmente morire di tristezza se maltrattati.
I nervi di drago invece imparano velocemente, sono potentissimi, ma sono anche i più facili da girare verso le Arti Oscure.
È come se ogni materiale magico portasse con sé non solo proprietà fisiche, ma un’etica, una morale intrinseca. L’unicorno, puro e fedele. Il drago, potente ma pericoloso. La fenice, indipendente e leale solo a chi se lo merita.
Chalk Zone Magico?
Un pensiero quasi assurdo ma affascinante: e se esistesse davvero un universo parallelo dove vivono tutte queste copie magiche? Tutte le carte, tutti i ritratti, tutte le fotografie magiche che si muovono - tutte insieme in una specie di mondo fatto di cornici e carta.
Dumbledore della carta potrebbe andare a prendere un tè con Morgana mentre Merlino gioca a scacchi con Tolomeo. Nel frattempo la Signora Grassa fa gossip con gli altri ritratti di Hogwarts.
Sembra ridicolo, ma se ci pensi… dove altro potrebbero andare?
Magia come Memoria Estrema
Forse alla fine la risposta più sensata è questa: la magia non crea vita nuova, ma è la forma suprema di memoria. Non è solo ricordare qualcosa - è catturare quell’essenza così perfettamente che diventa quasi reale.
Le rane cioccolatiche non sono vere rane, ma l’impressione magica del movimento di una rana. Le carte non contengono i veri Silente o Merlino, ma una copia così dettagliata dei loro pensieri e personalità da poter quasi conversare.
I ritratti di Hogwarts non sono i veri presidi morti, ma sono abbastanza vicini da poter dare consigli utili basati su come quella persona avrebbe pensato.
Non è vita. Ma è qualcosa di straordinariamente vicino, preservato dalla magia in una forma che sfida la morte stessa.
E da qualche parte, in qualche cornice o carta che non sappiamo dove sia, Albus Silente continua a scappare via dalle carte di Ron perché ha cose più interessanti da fare.