Quando la Magia di Harry ha Fatto Cilecca
Harry Potter ha fatto un sacco di magia accidentale prima di andare a Hogwarts. Ha fatto ricrescere i capelli in una notte. È finito sul tetto della scuola mentre scappava da Dudley. Ha fatto sparire il vetro di un terrario allo zoo, liberando un boa constrictor.
Ma nel momento più importante della sua vita - quando aveva DISPERATAMENTE bisogno di leggere quella lettera da Hogwarts - la sua magia accidentale ha deciso di prendersi una pausa.
Gli Incidenti Magici: Come Funzionano?
Prima di tutto, facciamo un ripasso veloce. I bambini magici, prima di imparare a controllare i loro poteri, hanno quello che viene chiamato “magia accidentale.” Fondamentalmente, quando sono sotto stress emotivo o in pericolo, succedono cose strane.
Harry ne è un esempio perfetto:
- Quando Petunia cerca di forzarlo a indossare un maglione orribile? I capelli ricrescono all’istante
- Quando Dudley e la sua gang lo stanno inseguendo? Hop, finisce sul tetto
- Quando vuole liberare il serpente allo zoo? Il vetro sparisce
La magia risponde alle emozioni. Risponde al bisogno. Risponde quando Harry è disperato.
Il Momento Perfetto che Non È Mai Arrivato
E allora dimmi: quando nella vita Harry è stato più disperato di quando ha visto quella prima lettera indirizzata a lui?
Pensa a cosa significa per lui. Per la prima volta nella sua vita, qualcuno SA chi è. Qualcuno sa che esiste. Qualcuno gli ha scritto una lettera - A LUI, Harry Potter, il ragazzo della topaia sotto le scale.
E Vernon gliela strappa dalle mani.
Quello avrebbe dovuto essere il momento. Se mai c’è stato un momento in cui la magia accidentale di Harry avrebbe dovuto attivarsi, era quello.
L’Incantesimo che Non C’è Stato
Immagina se fosse successo. Immagina se, nel momento in cui Vernon afferra la lettera, la porta della cucina si fosse chiusa di botto. SLAM. E poi si fosse chiusa a chiave magicamente.
Vernon e Petunia dall’altra parte che cercano di entrare. Tirano la maniglia. Spingono. Urlano.
E Harry, dall’altra parte, con la lettera in mano, finalmente la legge.
Oppure immagina che la lettera gli voli direttamente in mano, come una specie di proto-Accio involontario. Vernon cerca di afferrarla, ma la lettera schizza via e atterra nelle mani di Harry.
Sarebbe stato PERFETTO. Sarebbe stato il momento di trionfo che Harry meritava.
Perché Non È Successo?
Ovviamente, la risposta pratica è: trama. Se Harry avesse letto la lettera subito, non avremmo avuto tutto il delirio di Vernon, il viaggio assurdo, la capanna sulla roccia, Hagrid che sfonda la porta a mezzanotte.
E sì, ok, capisco. Narrativamente, aveva senso.
Ma dentro la logica del mondo di Harry Potter? È strano. È stranissimo che la magia di Harry non si sia manifestata in quel momento così cruciale.
Forse perché Harry non si rendeva conto di quanto fosse importante? Ma no, lui lo sapeva. Sentiva che quella lettera era fondamentale.
Forse perché Vernon non rappresentava un vero “pericolo”? Ma Harry aveva fatto ricrescere i capelli solo perché Petunia voleva fargli indossare un maglione brutto. Il pericolo non sembra essere il fattore determinante.
Il Potere del Quasi
Alla fine, quello che rende questo momento così frustrante è proprio il “quasi.” Harry è COSÌ vicino a scoprire la verità. La lettera è nelle sue mani per un secondo. Vede l’indirizzo. Vede che qualcuno sa che dorme nella topaia.
E poi gli viene strappata via.
E la magia - quella stessa magia che lo ha sempre protetto, che ha sempre risposto quando ne aveva bisogno - questa volta resta in silenzio.
Forse era il modo dell’universo di dire che Harry doveva incontrare Hagrid. Che doveva sentire “You’re a wizard, Harry” pronunciato da qualcuno, non solo leggerlo su una pergamena.
O forse la magia stava solo aspettando il momento giusto. Non una porta che si chiude. Non una lettera che vola.
Ma una porta che viene sfondata. A mezzanotte. Con un mezzo-gigante dall’altra parte pronto a cambiare la sua vita per sempre.