Dumbledore Non Ha Mai Fatto un Corso di Fotografia (E si Vede)
Il Momento in Cui il Mago Più Saggio del Mondo Distrugge le Prove
Okay, parliamone: Albus Percival Wulfric Brian Dumbledore, Ordine di Merlino Prima Classe, Gran Mago, Stregone Supremo della Confederazione Internazionale dei Maghi, Preside di Hogwarts… non sa usare una macchina fotografica.
Siamo nella Camera dei Segreti, Colin Creevey è appena stato pietrificato. Poverino, stava cercando di fotografare Harry dal suo letto d’ospedale (perché anche mezzo morto il fanboying non si ferma mai, respect). La sua macchina fotografica viene trovata sulla scena, e questa potrebbe essere LA prova chiave per capire cosa diavolo stia succedendo a Hogwarts.
E cosa fa Dumbledore, il genio dei geni?
Apre lo sportello posteriore della macchina fotografica.
Houston, Abbiamo un Problema
Per chi non è cresciuto nell’era delle pellicole: aprire lo sportello posteriore di una macchina fotografica mentre c’è ancora la pellicola dentro è l’equivalente fotografico di lanciare un Obliviate sulla tua vacanza. La pellicola si espone alla luce e PUFF, addio foto, addio ricordi, addio prove che potrebbero salvare la scuola.
Dumbledore, che riesce a vedere i Thestral, a capire la magia più complessa, a sconfiggere Grindelwald, a manipolare eventi attraverso decenni di pianificazione strategica… non sa che non si apre una macchina fotografica così.
È come se Hermione non sapesse aprire un libro. O come se Silente non sapesse come funziona un— aspetta.
“È Ovviamente Magia”
La spiegazione classica è: “Ma sarà una macchina fotografica magica!”
Bellissima teoria, con un piccolo problema: Colin Creevey è un Nato Babbano. La sua macchina fotografica È babbana. L’unica cosa magica è che le foto si muovono quando le sviluppi (che, a proposito, è adorabile come dettaglio). Ma la macchina stessa? Babbana al 100%.
Dumbledore ha letteralmente vissuto nel mondo magico per tipo 110 anni al momento dei fatti, ma evidentemente nessuno gli ha mai spiegato come funziona la tecnologia babbana base. E va bene, è comprensibile: Arthur Weasley lavora nell’Ufficio Abuso di Oggetti Babbani e pensa che si “alimenti” una macchina.
Ma Dumbledore è supposto essere diverso! Lui è il tipo che capisce tutto, che vede tre mosse avanti, che nasconde indizi nelle caramelle al limone!
Il Paradosso del Genio
Ed ecco il bello: questo momento assolutamente ridicolo lo rende più umano.
Dumbledore può aver sconfitto il mago oscuro più potente della sua generazione, ma non sa usare una Kodak. Può capire la magia del sangue e dell’amore, ma la meccanica di una semplice fotocamera? Mistero troppo grande.
È lo stesso uomo che più avanti nasconderà un Horcrux in una caverna con prove elaborate degne di Indiana Jones, ma qui viene sconfitto da una scatoletta con una pellicola dentro.
L’Amore Sta nei Dettagli Assurdi
Questi sono i momenti che rendono Harry Potter speciale. Non la grande magia epica (anche se quella è figa), ma i piccoli momenti di umanissima stupidità. Il fatto che J.K. Rowling abbia scritto questa scena—probabilmente senza nemmeno accorgersi della gaffe fotografica—la rende ancora più perfetta.
Perché alla fine, anche se Dumbledore distrugge l’equivalente magico di una dashcam che avrebbe risolto il mistero in due secondi, non importa. La storia va avanti, Harry scopre comunque tutto, e noi possiamo ridere affettuosamente del fatto che il mago più potente del mondo è stato sconfitto da una Kodak usa e getta.
Dumbledore, ti vogliamo bene anche se non sai aprire una macchina fotografica. Anzi, forse proprio per questo.