Il Basilisco e il Cockatrice: Quando le Leggende si Confondono
Nell’universo di Harry Potter, il Basilisco è descritto come un serpente gigantesco, il Re dei Serpenti, con uno sguardo mortale e un veleno devastante. Ma la storia mitologica del Basilisco è molto più complessa – e decisamente più strana – di quanto Rowling ci presenti.
Due Creature, Un’Identità Condivisa
Nelle leggende medievali e rinascimentali, il Basilisco e il Cockatrice sono spesso trattati come la stessa creatura, o almeno come parenti stretti. Il Cockatrice è tipicamente rappresentato come un ibrido: corpo di serpente, testa di gallo, ali, a volte capacità di sputare fuoco. In molte rappresentazioni artistiche antiche, quando vedi un’immagine etichettata “Basilisco”, ciò che stai guardando è in realtà un Cockatrice.
La sovrapposizione tra le due creature era così comune che per secoli sono state praticamente interscambiabili. Solo in tempi più recenti la distinzione è diventata più netta, con il Basilisco che ha assunto la forma di serpente puro che vediamo in Harry Potter.
Il Metodo di Nascita: Rospi e Uova di Gallo
Qui le cose diventano veramente peculiari. Secondo la tradizione, un Basilisco non nasce dall’accoppiamento di due serpenti. Nasce quando un rospo (o in alcune versioni, un serpente) cova un uovo di gallo.
Non un uovo di gallina. Un uovo deposto da un gallo.
Già questo solleva domande biologiche evidenti, ma le leggende medievali non erano particolarmente preoccupate dalla biologia. Erano più interessate al simbolismo: la combinazione innaturale di elementi che non dovrebbero stare insieme (rettile + volatile, maschio che depone uova) per creare qualcosa di mostruoso.
È interessante che in tutto questo processo non ci sia nessun serpente coinvolto direttamente. Il Basilisco, il Re dei Serpenti, nasce da un gallo e un rospo. È una genealogia che rende la creatura ancora più aliena e innaturale.
Il Paradosso del Gallo
E qui arriviamo a una stranezza narrativa affascinante: se un Basilisco può essere ucciso dal canto di un gallo, perché un gallo è parte essenziale della sua creazione?
Il Basilisco è sia figlio del gallo (attraverso l’uovo) che nemico mortale del gallo (attraverso il canto). È una relazione circolare che non ha una logica chiara, ma che probabilmente aveva senso nel contesto del simbolismo medievale, dove le contraddizioni servivano spesso a sottolineare la natura contro-natura di certe creature.
Rowling incorpora entrambi questi elementi – il gallo come ingrediente della nascita e come arma contro il Basilisco – ma non li esplora mai direttamente. Hagrid scopre che tutti i suoi galli sono stati uccisi, e questo diventa un indizio, ma la connessione più profonda tra galli e Basilischi rimane sottotesto.
Semplificazione per la Narrativa
Nella versione di Rowling, il Basilisco è puramente serpentino. Niente ali, niente testa di gallo, niente fuoco. È una scelta che rende la creatura più spaventosa e più coerente con il tema serpeverdiano che permea la storia.
Il Basilisco di Rowling è anche più in linea con la paura viscerale che i serpenti evocano: strisciante, velenoso, con uno sguardo letale. Un Cockatrice, con la sua natura ibrida quasi grottesca, potrebbe sembrare più assurdo che terrificante.
Ma eliminando gli elementi del Cockatrice, Rowling perde anche parte della stranezza originale della leggenda. Il Basilisco di Harry Potter è una minaccia più diretta, ma la creatura mitologica originale era qualcosa di più disturbante: un assemblaggio impossibile di parti che non dovrebbero coesistere.
Stratificazioni Mitologiche
Quello che Rowling fa con il Basilisco è quello che molti autori fantasy fanno con il materiale mitologico: prendere un nucleo di leggenda, rimuovere gli strati che non servono alla storia, e modellare ciò che rimane per adattarlo alla propria narrativa.
Il risultato è una creatura che mantiene il nome e alcuni tratti chiave (sguardo mortale, connessione con i serpenti, nascita innaturale), ma che ha perso la bizzarria della sua origine. Il Basilisco di Rowling è efficiente narrativamente, ma la versione mitologica – metà serpente, metà gallo, nato da rospi e uova impossibili – era qualcosa di più stranamente affascinante.
Come molte creature del folklore che entrano nella narrativa moderna, il Basilisco viene semplificato. E in quella semplificazione, qualcosa si perde: la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa che sfida non solo la natura, ma la logica stessa.