Le Bacchette Sono Vive? (Spoiler: Probabilmente Sì)
Parliamo delle bacchette magiche, perché più ci pensi e più ti rendi conto che sono decisamente più complesse di un semplice “bastone con cui fare magie”.
Le Bacchette Scelgono il Mago
Questa è la base, giusto? Tutti sappiamo che è la bacchetta a scegliere il mago, non il contrario. Ollivander lo ripete in continuazione. Ma fermati un secondo a pensare a cosa significa davvero.
Se una bacchetta sceglie, significa che ha delle preferenze. Ha dei gusti. Può guardare Harry Potter e pensare “sì, questo mi piace” e guardare un altro mago e pensare “no grazie”.
E questo implica un certo livello di coscienza, no? Non stiamo parlando di un oggetto passivo. Stiamo parlando di qualcosa che pensa, valuta, decide.
Il Priori Incantatem e Quel Momento Strano
Ti ricordi quando Harry combatte contro Voldemort nel cimitero e le bacchette fanno quella cosa strana del Priori Incantatem? Le bacchette riconoscono che hanno lo stesso nucleo (la piuma dello stesso fenice) e reagiscono di conseguenza.
Ma ecco la parte veramente inquietante: la bacchetta di Harry si ribalta nella sua mano da sola. Harry non l’ha fatto. La bacchetta ha sentito l’altra bacchetta e ha agito autonomamente.
Le bacchette comunicano tra loro. Sanno riconoscersi. Reagiscono l’una all’altra. È come se avessero una loro rete sociale segreta di cui noi maghi non sappiamo nulla.
Legno Magico + Nucleo Magico = Personalità?
Sappiamo un sacco di cose sulle bacchette. Ogni tipo di legno ha le sue caratteristiche, ogni tipo di nucleo anche. E quando li combini insieme, ottieni questa personalità unica e complessa.
Il biancospino è fedele e costante, ma può essere bravo sia nella guarigione che nelle maledizioni. Il larice ha talenti nascosti ed effetti inaspettati. La piuma di fenice è rara e può fare magia potentissima.
Ma se combini legno e nucleo, non stai solo sommando caratteristiche. Stai creando qualcosa di nuovo. È come… non lo so, come fare un figlio? Due persone diverse creano una terza persona con la propria personalità unica.
Le Bacchette di Famiglia
Ecco dove diventa interessante. Ron usa la bacchetta di suo fratello per un po’. Neville usa quella di suo padre. Draco usa quella di sua madre temporaneamente.
E sai cosa? Funzionano abbastanza bene. Non perfettamente come la Bacchetta di Sambuco per Harry (che è un caso speciale), ma funzionano. Molto meglio, per esempio, della bacchetta di Hermione quando Harry la usa.
La teoria è che i membri della stessa famiglia hanno tratti simili. Se Ron è come suo fratello, la bacchetta che andava bene per il fratello andrà bene anche per Ron. La bacchetta riconosce caratteristiche familiari e dice “okay, sei abbastanza simile al mio primo padrone, posso lavorare con te”.
Le Bacchette Hanno Memoria?
C’è una teoria ancora più affascinante: e se le bacchette ricordassero i loro padroni precedenti?
La Bacchetta di Sambuco sicuramente lo fa. Ha accumulato potere da tutti i suoi padroni nel corso dei secoli. È quasi assetata di sangue per quanti padroni ha avuto.
Ma che dire delle bacchette normali? Quando una bacchetta passa da un mago a un altro, porta con sé un po’ della magia del primo proprietario? È come se ogni bacchetta fosse un archivio vivente di tutti i maghi che l’hanno posseduta?
Immagina: la bacchetta di Ron non è solo la bacchetta di Ron. È anche un po’ quella di suo fratello. Contiene echi della sua magia, dei suoi incantesimi, del suo stile.
Il Mistero della Bacchetta di Sambuco
Sappiamo che è fatta di sambuco (ovviamente) e che il nucleo è un crine di Thestral. I Thestral li puoi vedere solo se hai visto la morte. Sono connessi alla morte in modo fondamentale.
E Ollivander non usa mai crini di Thestral. Solo penna di fenice, corda di drago e pelo di unicorno. La Bacchetta di Sambuco è unica in questo senso.
Qual era la bacchetta originale di Silente prima che vincesse la Bacchetta di Sambuco? Non lo sappiamo. E dov’è ora? Nascosta nell’ombrello rosa di Hagrid? (Scherzo. O forse no?)
Quindi Le Bacchette Sono Vive?
Penso di sì, in un certo senso. Non vive come lo siamo noi, ma hanno una forma di coscienza. Possono sentire, riconoscere, preferire, scegliere.
Sono fatte di legno magico - che viene da alberi che probabilmente hanno la capacità di sentire anche se non possono pensare - e nuclei di creature magiche potentissime. Tutto quell’amalgama di magia crea qualcosa che è più della somma delle sue parti.
La bacchetta è tipo un partner silenzioso. Non parla (per fortuna, sarebbe inquietante), ma è lì, collabora con te, cresce con te, impara da te.
E da qualche parte nel profondo, conosce il suo vero padrone. Lo sente. Lo riconosce.